Si chiude con una dura sconfitta giudiziaria la battaglia legale ingaggiata dal comune di Scafati per mantenere il controllo diretto sul ciclo della nettezza urbana come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
I magistrati del Tar della Campania hanno infatti respinto il ricorso dell'amministrazione comunale, confermando in toto il provvedimento con cui l'Ente d'Ambito Eda Salerno aveva stabilito che il servizio di igiene ambientale nel sub-ambito distrettuale dell'Agro Settentrionale – comparto che raggruppa le città di Angri, Corbara, Sant'Egidio del Monte Albino, Pagani e la stessa Scafati – dovrà essere assegnato tramite una procedura di appalto a evidenza pubblica.
La contesa amministrativa affonda le sue radici nei primi mesi del 2024, quando i comuni di Scafati e Angri scelsero di non trasmettere all'Eda la documentazione tecnica necessaria a dimostrare la convenienza economica di un modello di gestione alternativo basato sulle rispettive società partecipate in house, ovvero l'Acse e la Angri Eco Servizi. In mancanza di quel dossier scientifico, il 14 febbraio 2024 il Consiglio guidato dall'Eda Salerno deliberò l'avvio della gara pubblica aperta ai privati.
I giudici amministrativi hanno dato ragione all'ente provinciale (difeso dall'avvocato Lorenzo Lentini), specificando che in assenza di precisi dati tecnici integrativi non sussisteva alcun obbligo di valutare le pretese autonomistiche di Scafati. Al giudizio ha preso parte anche il comune di Pagani, tutelato dall'avvocato Virginia Galasso, mentre l'ente di Angri ha scelto di non costituirsi.
L'esito del verdetto ha incassato l'immediata approvazione del sindaco di Corbara, Pietro Pentangelo, il quale ha espresso viva soddisfazione per il riconoscimento della correttezza del percorso intrapreso verso una gestione del comparto più moderna, stabile e rispettosa delle normative comunitarie. Di parere opposto il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, che non ha risparmiato dure critiche all'indirizzo della Regione Campania.
Pur dichiarando il proprio rispetto per la magistratura e riservandosi di valutare un eventuale ricorso al Consiglio di Stato, Aliberti ha stigmatizzato l'accentramento dei servizi ambientali voluto da Palazzo Santa Lucia, sostenendo che l'attesa per bandi miliardari che slittano da anni sta paralizzando la programmazione degli enti locali e costringendo le municipalità a ricorrere a contratti di somministrazione lavoro pur di non far mancare i servizi minimi di pulizia urbana.
I magistrati del Tar della Campania hanno infatti respinto il ricorso dell'amministrazione comunale, confermando in toto il provvedimento con cui l'Ente d'Ambito Eda Salerno aveva stabilito che il servizio di igiene ambientale nel sub-ambito distrettuale dell'Agro Settentrionale – comparto che raggruppa le città di Angri, Corbara, Sant'Egidio del Monte Albino, Pagani e la stessa Scafati – dovrà essere assegnato tramite una procedura di appalto a evidenza pubblica.
Scafati, ko al Tar sui rifiuti: i giudici bocciano l'autonomia del Comune
La sentenza condanna inoltre il municipio scafatese a rifondere le spese legali all'Eda Salerno e alle altre amministrazioni comunali che si erano costituite in giudizio per difendere la linea della gara, tra cui Corbara e Sant'Egidio del Monte Albino, rappresentate dall'avvocato Giovanni Maria Di Lieto.La contesa amministrativa affonda le sue radici nei primi mesi del 2024, quando i comuni di Scafati e Angri scelsero di non trasmettere all'Eda la documentazione tecnica necessaria a dimostrare la convenienza economica di un modello di gestione alternativo basato sulle rispettive società partecipate in house, ovvero l'Acse e la Angri Eco Servizi. In mancanza di quel dossier scientifico, il 14 febbraio 2024 il Consiglio guidato dall'Eda Salerno deliberò l'avvio della gara pubblica aperta ai privati.
I giudici amministrativi hanno dato ragione all'ente provinciale (difeso dall'avvocato Lorenzo Lentini), specificando che in assenza di precisi dati tecnici integrativi non sussisteva alcun obbligo di valutare le pretese autonomistiche di Scafati. Al giudizio ha preso parte anche il comune di Pagani, tutelato dall'avvocato Virginia Galasso, mentre l'ente di Angri ha scelto di non costituirsi.
L'esito del verdetto ha incassato l'immediata approvazione del sindaco di Corbara, Pietro Pentangelo, il quale ha espresso viva soddisfazione per il riconoscimento della correttezza del percorso intrapreso verso una gestione del comparto più moderna, stabile e rispettosa delle normative comunitarie. Di parere opposto il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, che non ha risparmiato dure critiche all'indirizzo della Regione Campania.
Pur dichiarando il proprio rispetto per la magistratura e riservandosi di valutare un eventuale ricorso al Consiglio di Stato, Aliberti ha stigmatizzato l'accentramento dei servizi ambientali voluto da Palazzo Santa Lucia, sostenendo che l'attesa per bandi miliardari che slittano da anni sta paralizzando la programmazione degli enti locali e costringendo le municipalità a ricorrere a contratti di somministrazione lavoro pur di non far mancare i servizi minimi di pulizia urbana.

