Il futuro e la dignità professionale dei circa 50mila agenti della Polizia locale italiana sono stati al centro di un serrato e partecipato dibattito sindacale nel Salernitano.
Si è tenuta nel comune di Capaccio Paestum, l'importante assemblea territoriale organizzata dalla Fp Cgil Salerno, concepita per analizzare criticamente il nuovo disegno di legge di riordino della categoria e valutare l'impatto dei recenti provvedimenti governativi in materia di sicurezza urbana.
La posizione espressa dalla sigla sindacale a tutela dei lavoratori della Campania e dell'intero territorio nazionale è netta e priva di mediazioni. Dopo ben quarant'anni di attesa dall'ultima riforma strutturale (la ormai obsoleta Legge 65/1986), la Fp Cgil respinge con forza il tentativo di inserire la Polizia locale all'interno di un generico testo di coordinamento delle politiche di sicurezza che preveda soltanto pochi articoli dedicati alla categoria.
La richiesta al legislatore è chiara: serve una riforma autonoma che ridefinisca in modo preciso e moderno le competenze dei caschi bianchi, i cui compiti reali sul territorio sono profondamente mutati nel tempo, spaziando dai rilievi dei sinistri stradali fino alle delicate indagini giudiziarie condotte su delega delle Procure della Repubblica.
Il sindacato ha messo nero su bianco un pacchetto di punti fermi non negoziabili per superare le sperequazioni storiche rispetto ai corpi dello Stato:
Si è tenuta nel comune di Capaccio Paestum, l'importante assemblea territoriale organizzata dalla Fp Cgil Salerno, concepita per analizzare criticamente il nuovo disegno di legge di riordino della categoria e valutare l'impatto dei recenti provvedimenti governativi in materia di sicurezza urbana.
Polizia locale, la Fp Cgil fa muro a Capaccio
I lavori, aperti dall'introduzione del Segretario Generale provinciale Antonio Capezzuto e dall'intervento del Segretario Funzioni Locali Alfonso Rianna, hanno visto la relazione tecnica di Antonio Santomassimo della Fp Cgil Nazionale. Il tavolo dei relatori ha beneficiato del contributo operativo di numerosi quadri storici del territorio, tra cui il comandante della Polizia locale di Capaccio, Antonio Rinaldi, il responsabile del settore personale, e i comandanti Salvatore Dionisio (Siano), Andrea De Rosa (Teggiano) e Calogero Giuseppe Schiavo (Casal Velino).La posizione espressa dalla sigla sindacale a tutela dei lavoratori della Campania e dell'intero territorio nazionale è netta e priva di mediazioni. Dopo ben quarant'anni di attesa dall'ultima riforma strutturale (la ormai obsoleta Legge 65/1986), la Fp Cgil respinge con forza il tentativo di inserire la Polizia locale all'interno di un generico testo di coordinamento delle politiche di sicurezza che preveda soltanto pochi articoli dedicati alla categoria.
La richiesta al legislatore è chiara: serve una riforma autonoma che ridefinisca in modo preciso e moderno le competenze dei caschi bianchi, i cui compiti reali sul territorio sono profondamente mutati nel tempo, spaziando dai rilievi dei sinistri stradali fino alle delicate indagini giudiziarie condotte su delega delle Procure della Repubblica.
Il sindacato ha messo nero su bianco un pacchetto di punti fermi non negoziabili per superare le sperequazioni storiche rispetto ai corpi dello Stato:
- Tutele previdenziali e infortunistiche: Equiparazione immediata alle garanzie assistenziali della Polizia di Stato. Viene richiesto il ripristino universale della causa di servizio, dell'equo indennizzo e il riconoscimento dello status di vittime del dovere.
- Gestione dei fondi (Art. 208 CdS): Critica aperta alle attuali disposizioni del Decreto Sicurezza. La sblocca-risorse attuale si limita a coprire solo i turni di straordinario. La Fp Cgil chiede che i proventi delle sanzioni del Codice della Strada finanzino l'intero salario accessorio (turnazioni, reperibilità e indennità specifiche), derogando ai tetti di spesa vigenti.
- Carichi di lavoro e aggressioni: Denunciata una situazione emergenziale nei comandi d'Italia e della provincia di Salerno, caratterizzata da organici ridotti all'osso, turni estenuanti e un aumento geometrico delle aggressioni quotidiane a fronte di stipendi fermi e inadeguati.

