Un fiume umano di circa 2mila persone ha invaso le strade di Scafati per rivendicare il diritto alla salute e salvare il destino dell'ospedale "Mauro Scarlato" come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
L'obiettivo primario della mobilitazione è la riattivazione immediata del blocco operatorio, passaggio ritenuto fondamentale per reinserire la struttura nella rete dell'emergenza-urgenza cittadina. Attualmente il presidio scafatese non è sbarrato, ma conta appena 50 posti letto operativi tra i reparti di Rianimazione, Lungodegenza, Malattie Infettive e Fisiopatologia Respiratoria.
Sebbene i piani strategici dell'Asl prevedano di toccare quota 80 posti entro settembre e di sfruttare i fondi del Pnrr per una Casa di Comunità attiva H24, l'amministrazione comunale giudica queste misure insufficienti senza lo sblocco dei servizi di chirurgia e di un vero pronto soccorso.
Al fianco dei cittadini e dei parroci locali hanno sfilato numerosi sindaci dei comprensori di Salerno e Napoli, oltre a parlamentari ed eurodeputati. Momenti di profonda commozione si sono registrati durante la testimonianza di un cittadino che ha perso la cognata proprio a causa dei ritardi legati alla mancanza di un punto di primo intervento in città. Sul piatto ci sono undici milioni di euro di investimenti: la fascia tricolore ha annunciato che dopo il 30 giugno l'Asl svelerà il progetto esecutivo delle sale operatorie e ha chiesto un tavolo di confronto urgente con il vicepresidente della Regione Campania, Mario Casillo, minacciando azioni eclatanti come la rinuncia alla propria tessera di partito in caso di ulteriori rinvii.
Sul fronte delle reazioni politiche, la manifestazione ha registrato la defezione dei blocchi di minoranza, favorevoli a un dialogo esclusivamente istituzionale nelle stanze regionali; una linea di boicottaggio parzialmente incrinata dalle defezioni interne di esponenti come Pasquale Vitiello e Michelangelo Ambrunzo, che hanno invece scelto di scendere in piazza. Per blindare i tempi di esecuzione dei lavori, il Comune avvierà nei prossimi giorni un comitato tecnico permanente per vigilare su ogni singola mossa dell'azienda sanitaria.
Scafati, 2mila in strada per riavere il pronto soccorso
Il corteo di protesta, nato su forte impulso del sindaco Pasquale Aliberti, ha preso il via da Piazza Vittorio Veneto per poi concludersi con un presidio blindato proprio davanti ai cancelli del nosocomio, diventato il simbolo di una battaglia territoriale che supera ogni colore politico.L'obiettivo primario della mobilitazione è la riattivazione immediata del blocco operatorio, passaggio ritenuto fondamentale per reinserire la struttura nella rete dell'emergenza-urgenza cittadina. Attualmente il presidio scafatese non è sbarrato, ma conta appena 50 posti letto operativi tra i reparti di Rianimazione, Lungodegenza, Malattie Infettive e Fisiopatologia Respiratoria.
Sebbene i piani strategici dell'Asl prevedano di toccare quota 80 posti entro settembre e di sfruttare i fondi del Pnrr per una Casa di Comunità attiva H24, l'amministrazione comunale giudica queste misure insufficienti senza lo sblocco dei servizi di chirurgia e di un vero pronto soccorso.
Al fianco dei cittadini e dei parroci locali hanno sfilato numerosi sindaci dei comprensori di Salerno e Napoli, oltre a parlamentari ed eurodeputati. Momenti di profonda commozione si sono registrati durante la testimonianza di un cittadino che ha perso la cognata proprio a causa dei ritardi legati alla mancanza di un punto di primo intervento in città. Sul piatto ci sono undici milioni di euro di investimenti: la fascia tricolore ha annunciato che dopo il 30 giugno l'Asl svelerà il progetto esecutivo delle sale operatorie e ha chiesto un tavolo di confronto urgente con il vicepresidente della Regione Campania, Mario Casillo, minacciando azioni eclatanti come la rinuncia alla propria tessera di partito in caso di ulteriori rinvii.
Sul fronte delle reazioni politiche, la manifestazione ha registrato la defezione dei blocchi di minoranza, favorevoli a un dialogo esclusivamente istituzionale nelle stanze regionali; una linea di boicottaggio parzialmente incrinata dalle defezioni interne di esponenti come Pasquale Vitiello e Michelangelo Ambrunzo, che hanno invece scelto di scendere in piazza. Per blindare i tempi di esecuzione dei lavori, il Comune avvierà nei prossimi giorni un comitato tecnico permanente per vigilare su ogni singola mossa dell'azienda sanitaria.

