I lavoratori della distribuzione automatica incrociano le braccia a Salerno, aprendo una stagione di dura mobilitazione sindacale. I dipendenti della Bamar Italia, azienda specializzata nel settore del vending con sede operativa nella zona industriale del capoluogo, hanno proclamato lo sciopero generale a causa di una condotta aziendale giudicata apertamente antisindacale e per il persistere di gravi e prolungate inadempienze contrattuali.
La vertenza affonda le sue radici in una crisi strutturale che si trascina ormai da circa cinque anni, legata a una complessa procedura di concordato preventivo incardinata presso il Tribunale di Salerno. Questo percorso di ristrutturazione finanziaria ha già imposto un pesante tributo in termini di tagli al personale, provocando una drastica contrazione dell'organico e, di conseguenza, un gravoso e insostenibile aumento dei carichi di lavoro per i dipendenti rimasti in servizio.
Se le retribuzioni base vengono erogate regolarmente, le contestazioni sindacali si concentrano sulla parziale e arbitraria applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl). Nello specifico, i lavoratori denunciano:
Sulla delicata vertenza salernitana è intervenuto con fermezza Gigi Vicinanza, componente della segreteria nazionale della Cisal Metalmeccanici, che ha puntato il dito contro le ultime scelte strategiche della proprietà:
"Siamo di fronte a una condotta inaccettabile che calpesta i diritti elementari di chi ogni giorno svolge mansioni ad alto rischio maneggiando denaro. I lavoratori della Bamar hanno già pagato un prezzo altissimo durante i lunghi anni del concordato. Chiediamo trasparenza immediata sulla reale forza lavoro e sui contratti di assunzione. Riteniamo inoltre fortemente contraddittorio e lesivo procedere a nuove assunzioni nel settore amministrativo mentre si lasciano i comparti produttivi e operativi in una condizione di cronica e strutturale carenza di personale".
Il sindacato di categoria ha confermato che lo stato di agitazione e la mobilitazione andranno avanti ad oltranza in ogni sede opportuna, finché l'azienda non presenterà soluzioni concrete e il saldo integrale di tutte le indennità contrattuali maturate.
Bamar Italia, è sciopero: Cisal proclama lo stato di agitazione
L'ultimo tavolo di mediazione, svoltosi il 19 giugno +nella sede di via Tiberio Claudio Felice, si è chiuso con un totale nulla di fatto a causa del muro contro muro alzato dai vertici societari.La vertenza affonda le sue radici in una crisi strutturale che si trascina ormai da circa cinque anni, legata a una complessa procedura di concordato preventivo incardinata presso il Tribunale di Salerno. Questo percorso di ristrutturazione finanziaria ha già imposto un pesante tributo in termini di tagli al personale, provocando una drastica contrazione dell'organico e, di conseguenza, un gravoso e insostenibile aumento dei carichi di lavoro per i dipendenti rimasti in servizio.
Se le retribuzioni base vengono erogate regolarmente, le contestazioni sindacali si concentrano sulla parziale e arbitraria applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl). Nello specifico, i lavoratori denunciano:
- Il mancato pagamento delle ore di lavoro straordinario effettivamente prestate.
- La mancata corresponsione dell'indennità di cassa per gli operatori che quotidianamente prelevano, movimentano e trasportano i flussi di denaro dai distributori automatici.
- Il sistematico diniego del diritto alle ferie maturate, congelate a causa della cronica carenza di organico.
- Gravi inefficienze nella gestione logistica che si riflettono in continui disservizi per l'utenza e in un peggioramento delle condizioni di sicurezza.
Sulla delicata vertenza salernitana è intervenuto con fermezza Gigi Vicinanza, componente della segreteria nazionale della Cisal Metalmeccanici, che ha puntato il dito contro le ultime scelte strategiche della proprietà:
"Siamo di fronte a una condotta inaccettabile che calpesta i diritti elementari di chi ogni giorno svolge mansioni ad alto rischio maneggiando denaro. I lavoratori della Bamar hanno già pagato un prezzo altissimo durante i lunghi anni del concordato. Chiediamo trasparenza immediata sulla reale forza lavoro e sui contratti di assunzione. Riteniamo inoltre fortemente contraddittorio e lesivo procedere a nuove assunzioni nel settore amministrativo mentre si lasciano i comparti produttivi e operativi in una condizione di cronica e strutturale carenza di personale".
Il sindacato di categoria ha confermato che lo stato di agitazione e la mobilitazione andranno avanti ad oltranza in ogni sede opportuna, finché l'azienda non presenterà soluzioni concrete e il saldo integrale di tutte le indennità contrattuali maturate.

