Si apriranno il prossimo 16 luglio le porte del tribunale per Luca Fedele, il 49enne di Salerno con un passato nella boxe, accusato di aver provocato la morte del 35enne di Angri, Vincenzo Mazza.
La Procura salernitana, ritenendo ormai cristallizzato il quadro probatorio a carico dell'uomo, ha ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari il decreto di giudizio immediato. Il dramma si consumò in tarda serata all'interno di un'abitazione nel quartiere Santa Margherita, nella zona orientale della città, dove un violento diverbio tra i due degenerò rapidamente in un'aggressione fatale come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Fu lo stesso proprietario dell'appartamento ad allertare i soccorritori del 118, i quali poterono soltanto constatare il decesso dell'uomo originario dell'agro nocerino-sarnese. Le giustificazioni fornite inizialmente dall'imputato, che parlò della reazione al tentativo di furto da parte di un estraneo, sono state smentite dagli accertamenti del nucleo operativo radiomobile dei Carabinieri, che scoprirono all'interno delle stanze diverse sostanze stupefacenti, elemento che orienta i sospetti su una lite legata al mondo della droga.
Davanti al giudice l'ex pugile ha successivamente modificato la propria linea difensiva, sostenendo di aver colpito il trentacinquenne soltanto per respingere una precedente aggressione. L'accusa formalizzata dagli inquirenti resta quella di omicidio preterintenzionale, dal momento che l'azione violenta non era finalizzata a uccidere, pur avendo poi determinato la tragica fine del trentacinquenne. Nel corso del dibattimento, in cui i familiari della vittima si costituiranno parti offese assistiti dai propri legali di fiducia, i giudici dovranno fare piena luce sul reale movente e sui dettagli che hanno scatenato la brutale colluttazione all'interno del condominio salernitano.
La Procura salernitana, ritenendo ormai cristallizzato il quadro probatorio a carico dell'uomo, ha ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari il decreto di giudizio immediato. Il dramma si consumò in tarda serata all'interno di un'abitazione nel quartiere Santa Margherita, nella zona orientale della città, dove un violento diverbio tra i due degenerò rapidamente in un'aggressione fatale come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Omicidio a Pastena: ex pugile a processo
La perizia del medico legale ha accertato che i due violenti colpi sferrati al viso della vittima causarono la rottura del setto nasale, provocando il soffocamento del giovane a causa del sangue defluito nelle vie respiratorie, complicato da un contestuale trauma cranico dovuto alla successiva caduta sul pavimento.Fu lo stesso proprietario dell'appartamento ad allertare i soccorritori del 118, i quali poterono soltanto constatare il decesso dell'uomo originario dell'agro nocerino-sarnese. Le giustificazioni fornite inizialmente dall'imputato, che parlò della reazione al tentativo di furto da parte di un estraneo, sono state smentite dagli accertamenti del nucleo operativo radiomobile dei Carabinieri, che scoprirono all'interno delle stanze diverse sostanze stupefacenti, elemento che orienta i sospetti su una lite legata al mondo della droga.
Davanti al giudice l'ex pugile ha successivamente modificato la propria linea difensiva, sostenendo di aver colpito il trentacinquenne soltanto per respingere una precedente aggressione. L'accusa formalizzata dagli inquirenti resta quella di omicidio preterintenzionale, dal momento che l'azione violenta non era finalizzata a uccidere, pur avendo poi determinato la tragica fine del trentacinquenne. Nel corso del dibattimento, in cui i familiari della vittima si costituiranno parti offese assistiti dai propri legali di fiducia, i giudici dovranno fare piena luce sul reale movente e sui dettagli che hanno scatenato la brutale colluttazione all'interno del condominio salernitano.

