Nella cornice dell’Hotel Caruso di Ravello, in Costiera Amalfitana, si è svolto l’evento “Note di Libertà”, un appuntamento dedicato al dialogo tra musica, storia e inclusione.
In occasione del mese del Pride, la prestigiosa struttura ha scelto il linguaggio universale della musica per promuovere un messaggio di rispetto, libertà espressiva e valorizzazione delle identità, andando oltre stereotipi e discriminazioni.
Musica barocca e riflessione sull’identità
Il concerto ha proposto un percorso di circa un’ora nella storia della musica, con particolare attenzione alla figura dei castrati, protagonisti tra Cinquecento e Settecento della musica sacra e lirica.
Da Claudio Monteverdi fino a interpreti entrati nella leggenda come Farinelli, queste voci hanno segnato profondamente la tradizione musicale europea.
La scelta artistica ha offerto anche una riflessione sul rapporto tra arte, genere e convenzioni sociali. La presenza dei castrati, infatti, era legata anche al divieto imposto alle donne di cantare in chiesa, sintetizzato nel principio medievale del “Mulier taceat in ecclesia”.
L’arte oltre le barriere
Il programma ha mostrato come, nel corso dei secoli, la musica abbia spesso anticipato il superamento di confini rigidi e categorie imposte.
Sul palco, ruoli vocali, sensibilità artistiche e identità espressive si sono intrecciati in un racconto capace di unire memoria storica e attualità, restituendo il valore dell’arte come spazio di libertà e riconoscimento reciproco.
I protagonisti della serata
A dare voce al concerto sono stati il soprano Annapaola Troiano e il controtenore Vittorio D’Emma.
Ad accompagnare i solisti, un ensemble guidato dal maestro Giancarlo Amorelli, autore del suggestivo “Mater Dei”, e dalla maestra Patrizia Porzio.
L’esecuzione ha creato un’atmosfera intensa e raffinata, in cui la tecnica vocale si è unita al messaggio culturale dell’evento.
Il messaggio dell’Hotel Caruso
“Note di Libertà” ha scelto la musica come metafora di una società più aperta e inclusiva.
Come in un pentagramma, ogni nota conserva la propria identità, il proprio valore e la propria durata, ma contribuisce insieme alle altre alla costruzione di un’armonia più ampia.
È questo il senso profondo dell’iniziativa: fare la differenza non significa separare, ma riconoscere, accogliere e comporre diversità in un equilibrio condiviso.
Ravello tra cultura e inclusione
L’evento ha confermato il ruolo di Ravello come luogo di cultura, sensibilità e confronto.
Nel cuore della Costiera Amalfitana, l’Hotel Caruso ha ospitato una serata capace di unire eleganza, musica barocca e impegno civile, trasformando il Pride in un’occasione di riflessione sulla libertà, sull’arte e sul rispetto delle identità.

