I profili social dell'arrestato Salim El Koudri, l'uomo che nella giornata di sabato si è catapultato con la sua auto contro la folla a Modena, sono stati oscurati da Meta. Gli inquirenti potrebbero presto richiedere alla piattaforma i dati relativi agli account per far luce sul movente.
Secondo quanto emerso, una ricerca su Facebook o Instagram del nome Salim El Koudri non restituisce risultati: né immagini, né post, né connessioni. Come riportato dal Corriere della Sera, Meta ha sospeso gli account in anticipo rispetto all’attacco, una procedura prevista per gli utenti che infrangono le normative della piattaforma, condividendo contenuti illeciti o adottando comportamenti non consentiti.
Nelle prossime ore, gli investigatori potrebbero contattare Meta per accedere ai dati relativi agli account: analizzare i post condivisi da El Koudri, le sue interazioni e le dichiarazioni che avrebbero portato alla chiusura dei suoi profili sarà cruciale per comprendere se avesse intrapreso un percorso di radicalizzazione. Secondo quanto trapelato finora, tuttavia, non sarebbero stati emessi avvisi specifici da parte di Meta alle autorità italiane addette alla cybersicurezza, come avviene nei casi più critici.
El Koudri — residente a Ravarino, in provincia di Modena, laureato in Economia e in terapia presso una struttura psichiatrica a Castelfranco Emilia fino al 2024 — non sembrerebbe al momento legato a reti terroristiche organizzate. Tuttavia, data la natura dell’attacco, non si escludono eventuali collegamenti a fenomeni di auto-radicalizzazione.
La perquisizione nell’abitazione del trentunenne non ha rivelato finora prove di un legame diretto con ambienti o cellule islamiste. Tuttavia, il caso è sotto la lente di ingrandimento del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (Casa), che sta valutando la possibilità che El Koudri rappresenti il profilo di un “lupo solitario”. Questa figura — generalmente caratterizzata da isolamento e fragilità psicologica — tende ad auto-radicalizzarsi attraverso i social senza fare parte di alcuna organizzazione strutturata. Si tratta di un fenomeno complesso e difficile da intercettare precocemente che, soprattutto negli ultimi anni, con l’intensificarsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, è apparso con maggiore frequenza.
A complicare ulteriormente l’indagine, le vittime dell'attacco a Modena non sembrano essere state selezionate come obiettivi simbolici o strategici: si trattava semplicemente di passanti. Un elemento che contribuisce ad alimentare interrogativi e a mantenere alta l’allerta sulla vicenda.
Attentato a Modena, Meta oscura i profili social di Salim El Koudri: indagini sui contenuti controversi
I profili social di Salim El Koudri, un 31enne che il sabato 16 maggio ha travolto con l’auto otto persone in via Emilia a Modena, sono stati oscurati da Meta. La chiusura degli account è avvenuta prima dell’attacco, sollevando un interrogativo cruciale per le indagini: quali erano i contenuti pubblicati dall’uomo e possono offrire indizi su un eventuale processo di radicalizzazione?Secondo quanto emerso, una ricerca su Facebook o Instagram del nome Salim El Koudri non restituisce risultati: né immagini, né post, né connessioni. Come riportato dal Corriere della Sera, Meta ha sospeso gli account in anticipo rispetto all’attacco, una procedura prevista per gli utenti che infrangono le normative della piattaforma, condividendo contenuti illeciti o adottando comportamenti non consentiti.
Nelle prossime ore, gli investigatori potrebbero contattare Meta per accedere ai dati relativi agli account: analizzare i post condivisi da El Koudri, le sue interazioni e le dichiarazioni che avrebbero portato alla chiusura dei suoi profili sarà cruciale per comprendere se avesse intrapreso un percorso di radicalizzazione. Secondo quanto trapelato finora, tuttavia, non sarebbero stati emessi avvisi specifici da parte di Meta alle autorità italiane addette alla cybersicurezza, come avviene nei casi più critici.
El Koudri — residente a Ravarino, in provincia di Modena, laureato in Economia e in terapia presso una struttura psichiatrica a Castelfranco Emilia fino al 2024 — non sembrerebbe al momento legato a reti terroristiche organizzate. Tuttavia, data la natura dell’attacco, non si escludono eventuali collegamenti a fenomeni di auto-radicalizzazione.
La minaccia del lupo solitario e le similitudini con altri attacchi in Europa
La modalità dell’attentato ricorda eventi tragici già registrati in Europa dal 2016 in poi, con veicoli utilizzati per colpire intenzionalmente pedoni. Esempi simili includono Nizza, Berlino, Barcellona, Stoccolma e Londra, fino a un recente episodio verificatosi a Lipsia solo pochi giorni fa.La perquisizione nell’abitazione del trentunenne non ha rivelato finora prove di un legame diretto con ambienti o cellule islamiste. Tuttavia, il caso è sotto la lente di ingrandimento del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (Casa), che sta valutando la possibilità che El Koudri rappresenti il profilo di un “lupo solitario”. Questa figura — generalmente caratterizzata da isolamento e fragilità psicologica — tende ad auto-radicalizzarsi attraverso i social senza fare parte di alcuna organizzazione strutturata. Si tratta di un fenomeno complesso e difficile da intercettare precocemente che, soprattutto negli ultimi anni, con l’intensificarsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, è apparso con maggiore frequenza.
A complicare ulteriormente l’indagine, le vittime dell'attacco a Modena non sembrano essere state selezionate come obiettivi simbolici o strategici: si trattava semplicemente di passanti. Un elemento che contribuisce ad alimentare interrogativi e a mantenere alta l’allerta sulla vicenda.

