Il futuro dello storico stabilimento metallurgico di Fratte infiamma il dibattito a poche ore dai tavoli istituzionali decisivi convocati sia a Palazzo Santa Lucia sia a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. A far saltare i fragili equilibri della vertenza sono state le ultime prese di posizione del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, il quale, intervenendo sul mancato rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale per l'impianto salernitano, ha affermato la necessità di superare il baratto tra diritto all'occupazione e tutela del territorio, dichiarando che, di fronte a una scelta drastica, la priorità assoluta deve essere assegnata alla salute pubblica.
La complessa partita si sposterà ora nelle sedi governative ed extraregionali nel corso della giornata di domani, 18 maggio. I fari sono puntati sul vertice ministeriale al Mimit, finalizzato a vagliare la fattibilità tecnica ed economica per il trasferimento delle attività produttive in un nuovo insediamento industriale interamente green e localizzato in un'area idonea della provincia. Parallelamente, le organizzazioni sindacali incontreranno la proprietà delle Fonderie in Regione per pretendere un piano d'investimenti moderno e compatibile con gli standard comunitari, respingendo l'ipotesi di un disimpegno che cancellerebbe decine di posti di lavoro nel Salernitano.
Scontro totale sulle Fonderie Pisano: i sindacati sfidano Fico
Le parole del governatore hanno immediatamente innescato la reazione della Fiom Cgil, che ha indirizzato un duro appello ai vertici della giunta regionale per evitare una pericolosa frattura sociale. I rappresentanti dei lavoratori hanno espresso forte apprensione per una linea politica che rischia di mettere in aperta contrapposizione due diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione, i quali dovrebbero invece trovare una sintesi attraverso l'innovazione tecnologica e la riconversione industriale. Il sindacato ha ricordato che lo stop definitivo alle attività del sito attuale è già stato sancito formalmente in sede di conferenza dei servizi, ma ha ribadito l'urgenza di non abbandonare le maestranze, individuando percorsi alternativi capaci di coniugare il destino delle famiglie con le tutele ecologiche.La complessa partita si sposterà ora nelle sedi governative ed extraregionali nel corso della giornata di domani, 18 maggio. I fari sono puntati sul vertice ministeriale al Mimit, finalizzato a vagliare la fattibilità tecnica ed economica per il trasferimento delle attività produttive in un nuovo insediamento industriale interamente green e localizzato in un'area idonea della provincia. Parallelamente, le organizzazioni sindacali incontreranno la proprietà delle Fonderie in Regione per pretendere un piano d'investimenti moderno e compatibile con gli standard comunitari, respingendo l'ipotesi di un disimpegno che cancellerebbe decine di posti di lavoro nel Salernitano.

