La via Emilia di Modena si è trasformata nello scenario di un massacro deliberato nel cuore del pomeriggio di sabato 16 maggio, quando una vettura lanciata a folle velocità ha travolto i pedoni che passeggiavano nell'area pedonale. Il bilancio della folle corsa è drammatico.
Otto persone sono rimaste ferite e per due di loro il trauma è stato tale da rendere necessaria l'amputazione degli arti inferiori. Tra i feriti più gravi si registra una donna schiacciata contro una vetrina e un uomo, entrambi elitrasportati d'urgenza a Bologna in condizioni critiche, mentre altri pazienti sono stati distribuiti tra le strutture sanitarie modenesi, incluse due cittadine straniere di nazionalità polacca e tedesca.
Subito dopo lo schianto finale contro un esercizio commerciale, il conducente ha tentato di fuggire a piedi brandendo una lama. La sua fuga è stata interrotta grazie all'intervento eroico di alcuni passanti; uno di loro, rimasto ferito alla testa durante la colluttazione, è riuscito a disarmarlo e a immobilizzarlo fino all'arrivo dei soccorsi e delle forze dell'ordine, che hanno successivamente perquisito l'abitazione del giovane. Il coraggio dei cittadini ha ricevuto il plauso del primo cittadino e del Presidente della Repubblica, il quale ha espresso la sua vicinanza alla comunità ferita.
Anche la Presidenza del Consiglio e i vertici del governo hanno seguito da vicino l'evoluzione dei fatti, esprimendo ferma condanna per la brutalità dell'atto e un ringraziamento unanime a chi ha evitato conseguenze ancora peggiori.
Otto persone sono rimaste ferite e per due di loro il trauma è stato tale da rendere necessaria l'amputazione degli arti inferiori. Tra i feriti più gravi si registra una donna schiacciata contro una vetrina e un uomo, entrambi elitrasportati d'urgenza a Bologna in condizioni critiche, mentre altri pazienti sono stati distribuiti tra le strutture sanitarie modenesi, incluse due cittadine straniere di nazionalità polacca e tedesca.
Terrore a Modena: piomba sulla folla a cento all'ora
L'autore della strage è un trentunenne italiano originario di Seriate, laureato in materie economiche e residente a Ravarino, rintracciato dalle autorità e attualmente in stato di fermo con le pesanti accuse di strage e lesioni aggravate. L'uomo, che non è risultato sotto l'effetto di stupefacenti o alcol, ha manifestato una lucida e precisa volontà di colpire in modo indiscriminato la collettività per vendicarsi di presunti episodi di bullismo subiti, escludendo così la matrice terroristica, nonostante il fascicolo sia al vaglio della Direzione distrettuale antimafia. Il prefetto locale ha inoltre evidenziato che il soggetto era già stato preso in carico in passato dai servizi di salute mentale per disturbi di natura schizoide, prima che se ne perdessero i contatti.Subito dopo lo schianto finale contro un esercizio commerciale, il conducente ha tentato di fuggire a piedi brandendo una lama. La sua fuga è stata interrotta grazie all'intervento eroico di alcuni passanti; uno di loro, rimasto ferito alla testa durante la colluttazione, è riuscito a disarmarlo e a immobilizzarlo fino all'arrivo dei soccorsi e delle forze dell'ordine, che hanno successivamente perquisito l'abitazione del giovane. Il coraggio dei cittadini ha ricevuto il plauso del primo cittadino e del Presidente della Repubblica, il quale ha espresso la sua vicinanza alla comunità ferita.
Anche la Presidenza del Consiglio e i vertici del governo hanno seguito da vicino l'evoluzione dei fatti, esprimendo ferma condanna per la brutalità dell'atto e un ringraziamento unanime a chi ha evitato conseguenze ancora peggiori.

