Sopravvissuti all’incendio di Crans-Montana, il calciatore Tahirys Dos Santos e la sua fidanzata Coline, da lui eroicamente salvata, sono tornati insieme in pubblico.
La coppia, tra i sopravvissuti alla tragedia, porta ancora segni evidenti di quella notte drammatica: entrambi hanno riportato ustioni su circa il 30% del corpo, visibili sul volto, sulle braccia e sul busto. Il loro ritorno in pubblico è stato accolto come un potente segno di consapevolezza e di forza, come sottolineato dal Corriere della Sera.
La notte dell’incendio, Dos Santos e Coline si trovavano nel locale insieme ad alcuni amici quando le fiamme hanno iniziato a propagarsi rapidamente. In un’intervista rilasciata a Paris Match dall’ospedale, il giovane calciatore svizzero ha ricordato i momenti concitati dell’accaduto: «È stato tutto così rapido, non ho avuto nemmeno il tempo di pensare. Ho agito d’istinto», ha raccontato. Invece di mettersi in salvo, è tornato indietro nell’inferno di fuoco per raggiungere Coline, rimasta intrappolata. I due sono riusciti a scappare insieme, ma le conseguenze sono state gravi.
Trasportato d’urgenza in elicottero in un centro specializzato per ustioni a Stoccarda, Dos Santos ha affrontato un lungo percorso di recupero, che ha incluso cure intensive anche per i polmoni gravemente compromessi. Tuttavia, ad aprile è riuscito a tornare sul campo da gioco con il Metz, la squadra con cui ha recentemente firmato il suo primo contratto da professionista.
Durante la serata parigina, Coline ha deciso di non nascondere le sue cicatrici. Le tracce lasciate dall’incendio non sono per lei motivo di vergogna, ma un simbolo di resilienza e sopravvivenza, testimoniando una forza interiore capace di accettare e trasformare anche le esperienze più drammatiche della vita.
Strage di Crans-Montana, il calciatore e la fidanzata (che ha salvato) tornano in pubblico
Sopravvissuti all’incendio di Crans-Montana, il calciatore Tahirys Dos Santos e la sua fidanzata Coline, da lui eroicamente salvata, sono tornati insieme in pubblico. Coline, con un sorriso sereno, non ha voluto celare le cicatrici che testimoniano la drammatica esperienza vissuta. Indossando un abito nero e lasciando le braccia scoperte, si è mostrata coraggiosamente alla cerimonia dei Trofei UNFP a Parigi, una serata dedicata ai migliori interpreti del calcio francese. Era la loro prima apparizione pubblica dopo il tragico incendio che ha devastato il bar Constellation a Crans-Montana, provocando 41 vittime e 115 feriti.La coppia, tra i sopravvissuti alla tragedia, porta ancora segni evidenti di quella notte drammatica: entrambi hanno riportato ustioni su circa il 30% del corpo, visibili sul volto, sulle braccia e sul busto. Il loro ritorno in pubblico è stato accolto come un potente segno di consapevolezza e di forza, come sottolineato dal Corriere della Sera.
La notte dell’incendio, Dos Santos e Coline si trovavano nel locale insieme ad alcuni amici quando le fiamme hanno iniziato a propagarsi rapidamente. In un’intervista rilasciata a Paris Match dall’ospedale, il giovane calciatore svizzero ha ricordato i momenti concitati dell’accaduto: «È stato tutto così rapido, non ho avuto nemmeno il tempo di pensare. Ho agito d’istinto», ha raccontato. Invece di mettersi in salvo, è tornato indietro nell’inferno di fuoco per raggiungere Coline, rimasta intrappolata. I due sono riusciti a scappare insieme, ma le conseguenze sono state gravi.
Trasportato d’urgenza in elicottero in un centro specializzato per ustioni a Stoccarda, Dos Santos ha affrontato un lungo percorso di recupero, che ha incluso cure intensive anche per i polmoni gravemente compromessi. Tuttavia, ad aprile è riuscito a tornare sul campo da gioco con il Metz, la squadra con cui ha recentemente firmato il suo primo contratto da professionista.
Durante la serata parigina, Coline ha deciso di non nascondere le sue cicatrici. Le tracce lasciate dall’incendio non sono per lei motivo di vergogna, ma un simbolo di resilienza e sopravvivenza, testimoniando una forza interiore capace di accettare e trasformare anche le esperienze più drammatiche della vita.

