Un rogo spaventoso ha raso al suolo il sito produttivo della Intravie, eccellenza locale nel settore della segnaletica stradale come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
L'incendio, divampato nel cuore dell'area industriale di Sant'Arsenio, ha ridotto a un cumulo di macerie macchinari e attrezzature, lasciando dietro di sé solo lo scheletro annerito di quello che era un punto di riferimento per le infrastrutture del Vallo di Diano.
La battaglia contro il fuoco ha visto protagonista un imponente schieramento di forze. Per ore, le squadre dei vigili del fuoco provenienti dai distaccamenti di Eboli, Sala Consilina e Policastro hanno lottato per contenere le fiamme, supportate da sei autobotti giunte persino da Napoli e dai volontari della Protezione Civile Gopi Onlus. L'impiego di mezzi speciali schiumogeni e il supporto del nucleo NBCR sono stati determinanti per evitare che l'inferno di fuoco si propagasse alle strutture adiacenti, mettendo in sicurezza l'intero comparto industriale.
Mentre gli ultimi sbuffi di fumo si levano dalle lamiere contorte, resta l'incognita ambientale. Gli esperti dell'Arpac hanno avviato una fitta serie di campionamenti nei pressi dell'azienda per monitorare la qualità dell'aria e l'eventuale ricaduta di sostanze tossiche sul terreno.
Nonostante il lavoro incessante dei tecnici, i risultati ufficiali sulle possibili contaminazioni verranno resi noti solo nei prossimi giorni, mantenendo alta la tensione tra i residenti della zona per le conseguenze della densa nube nera che per ore ha oscurato il cielo sopra Sant'Arsenio
L'incendio, divampato nel cuore dell'area industriale di Sant'Arsenio, ha ridotto a un cumulo di macerie macchinari e attrezzature, lasciando dietro di sé solo lo scheletro annerito di quello che era un punto di riferimento per le infrastrutture del Vallo di Diano.
Sant'Arsenio, lo stabilimento Intravie è una carcassa di lamiere
Il disastro, che stando alle prime ricostruzioni sembra avere una matrice accidentale, ha colpito duramente una realtà imprenditoriale giovane, causando danni economici pesantissimi e ancora in corso di quantificazione.La battaglia contro il fuoco ha visto protagonista un imponente schieramento di forze. Per ore, le squadre dei vigili del fuoco provenienti dai distaccamenti di Eboli, Sala Consilina e Policastro hanno lottato per contenere le fiamme, supportate da sei autobotti giunte persino da Napoli e dai volontari della Protezione Civile Gopi Onlus. L'impiego di mezzi speciali schiumogeni e il supporto del nucleo NBCR sono stati determinanti per evitare che l'inferno di fuoco si propagasse alle strutture adiacenti, mettendo in sicurezza l'intero comparto industriale.
Mentre gli ultimi sbuffi di fumo si levano dalle lamiere contorte, resta l'incognita ambientale. Gli esperti dell'Arpac hanno avviato una fitta serie di campionamenti nei pressi dell'azienda per monitorare la qualità dell'aria e l'eventuale ricaduta di sostanze tossiche sul terreno.
Nonostante il lavoro incessante dei tecnici, i risultati ufficiali sulle possibili contaminazioni verranno resi noti solo nei prossimi giorni, mantenendo alta la tensione tra i residenti della zona per le conseguenze della densa nube nera che per ore ha oscurato il cielo sopra Sant'Arsenio

