La Procura di Salerno ha concluso un'indagine su 19 persone accusate di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina con documenti falsi: ora dovranno comparire davanti al giudice. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Le indagini, coordinate dalla polizia giudiziaria, hanno individuato un presunto utilizzo improprio del "click day". In questa occasione, gli imputati avrebbero presentato documentazioni false per creare rapporti di lavoro fittizi e facilitare l'ingresso in Italia di cittadini extracomunitari. Il "click day", introdotto a seguito del Decreto Flussi approvato nel 2022, consente di gestire richieste online per il rilascio di permessi di soggiorno per motivi lavorativi.
L'indagine si è concentrata sul cosiddetto click day nazionale del 27 marzo 2023, un evento che sarebbe stato strumentalizzato per ottenere vantaggi illeciti. Infatti, secondo una denuncia presentata nel 2024 dall’allora Presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Procura Nazionale Antimafia, il sistema del click day veniva sfruttato come canale per favorire l'immigrazione clandestina. Si segnalavano anomalie, in particolare in Campania, dove il numero di richieste di nulla osta superava notevolmente la disponibilità reale di datori di lavoro, con una bassa conversione dei permessi in reali contratti lavorativi.
Le accuse si concentrano sul presunto ingresso illegale di 74 cittadini stranieri attraverso domande contenenti dati anagrafici falsi non registrati sul portale Immigrazione. Questi documenti avrebbero consentito la creazione di rapporti di lavoro inesistenti e il rilascio irregolare di nulla osta, necessario per ottenere i visti d'ingresso. Tra i documenti inseriti nel fascicolo d'indagine, molti sono stati ritenuti non autentici da parte degli inquirenti.
A finire al centro delle indagini sono tre aziende edili delle province di Salerno e Napoli, insieme a un’attività commerciale di Salerno, con i rispettivi titolari ora accusati di concorso nel reato aggravato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Cinque dei 19 indagati sono cittadini stranieri. La Procura contesta inoltre la falsificazione dei documenti, ma non emergono accuse legate a corruzione o illeciti economici diretti, come richieste di denaro ai migranti per l'ottenimento dei permessi.
Il procedimento è pronto per una fase successiva: con la notifica agli indagati, la Procura si appresta a chiedere il rinvio a giudizio. Gli imputati avranno la possibilità di difendersi nelle sedi opportune presentando dichiarazioni o memorie.
La Procura di Salerno non è nuova a inchieste su fenomeni di immigrazione irregolare. In passato, ha già smantellato un'organizzazione dedita alla gestione illecita dei permessi di soggiorno attraverso lo stesso meccanismo dei click day. Tuttavia, rispetto a quell'indagine, in cui si contestava un reato associativo legato anche a giri di denaro illeciti, in questo caso il focus investigativo si limita all'utilizzo di falsa documentazione. Adesso spetterà al Giudice per le Indagini Preliminari valutare se rinviare a giudizio gli indagati per le accuse contestate dalla Procura.
Immigrazione clandestina, in 19 davanti al giudice: l'inchiesta della Procura di Salerno
La Procura di Salerno ha concluso un'indagine su 19 persone accusate di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina mediante l'utilizzo di documenti falsi. Tale operazione ha permesso di far luce su un sistema fraudolento inserito nel contesto dell'applicazione del Decreto Flussi. Gli episodi risalgono al 2023 e coinvolgono anche cittadini stranieri residenti nelle province di Salerno e Napoli.Le indagini, coordinate dalla polizia giudiziaria, hanno individuato un presunto utilizzo improprio del "click day". In questa occasione, gli imputati avrebbero presentato documentazioni false per creare rapporti di lavoro fittizi e facilitare l'ingresso in Italia di cittadini extracomunitari. Il "click day", introdotto a seguito del Decreto Flussi approvato nel 2022, consente di gestire richieste online per il rilascio di permessi di soggiorno per motivi lavorativi.
L'indagine si è concentrata sul cosiddetto click day nazionale del 27 marzo 2023, un evento che sarebbe stato strumentalizzato per ottenere vantaggi illeciti. Infatti, secondo una denuncia presentata nel 2024 dall’allora Presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Procura Nazionale Antimafia, il sistema del click day veniva sfruttato come canale per favorire l'immigrazione clandestina. Si segnalavano anomalie, in particolare in Campania, dove il numero di richieste di nulla osta superava notevolmente la disponibilità reale di datori di lavoro, con una bassa conversione dei permessi in reali contratti lavorativi.
Le accuse si concentrano sul presunto ingresso illegale di 74 cittadini stranieri attraverso domande contenenti dati anagrafici falsi non registrati sul portale Immigrazione. Questi documenti avrebbero consentito la creazione di rapporti di lavoro inesistenti e il rilascio irregolare di nulla osta, necessario per ottenere i visti d'ingresso. Tra i documenti inseriti nel fascicolo d'indagine, molti sono stati ritenuti non autentici da parte degli inquirenti.
A finire al centro delle indagini sono tre aziende edili delle province di Salerno e Napoli, insieme a un’attività commerciale di Salerno, con i rispettivi titolari ora accusati di concorso nel reato aggravato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Cinque dei 19 indagati sono cittadini stranieri. La Procura contesta inoltre la falsificazione dei documenti, ma non emergono accuse legate a corruzione o illeciti economici diretti, come richieste di denaro ai migranti per l'ottenimento dei permessi.
Il procedimento è pronto per una fase successiva: con la notifica agli indagati, la Procura si appresta a chiedere il rinvio a giudizio. Gli imputati avranno la possibilità di difendersi nelle sedi opportune presentando dichiarazioni o memorie.
La Procura di Salerno non è nuova a inchieste su fenomeni di immigrazione irregolare. In passato, ha già smantellato un'organizzazione dedita alla gestione illecita dei permessi di soggiorno attraverso lo stesso meccanismo dei click day. Tuttavia, rispetto a quell'indagine, in cui si contestava un reato associativo legato anche a giri di denaro illeciti, in questo caso il focus investigativo si limita all'utilizzo di falsa documentazione. Adesso spetterà al Giudice per le Indagini Preliminari valutare se rinviare a giudizio gli indagati per le accuse contestate dalla Procura.

