Esplode la tensione politica e sociale sul futuro della struttura ospedaliera nel comune di Agropoli.
Il movimento civico "Obiettivo Ospedale" ha bocciato duramente l'ultima delibera approvata dall'esecutivo guidato dal sindaco Roberto Antonio Mutalipassi, definendola una manovra rinunciataria che rischia di compromettere la riapertura dei servizi d'emergenza nel presidio costiero come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Una strategia respinta con forza dai rappresentanti del comitato, i quali evidenziano come il testo dell'Asl riconosca già ad Agropoli lo status di pronto soccorso in zona disagiata. Secondo il gruppo di cittadini, l'amministrazione avrebbe dovuto pretendere l'immediato blocco dell'atto fino all'assegnazione delle risorse umane ed economiche necessarie per garantire un presidio di emergenza H24, anziché concedere alla burocrazia sanitaria un ulteriore semestre di analisi su dati in realtà già consolidati.
Il movimento civico "Obiettivo Ospedale" ha bocciato duramente l'ultima delibera approvata dall'esecutivo guidato dal sindaco Roberto Antonio Mutalipassi, definendola una manovra rinunciataria che rischia di compromettere la riapertura dei servizi d'emergenza nel presidio costiero come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Agropoli, il comitato "Obiettivo Ospedale" attacca la giunta Mutalipassi
Il nodo della lite risiede nella decisione del municipio di chiedere alla Regione Campania il recepimento del piano aziendale dell'Asl Salerno vincolandolo a una finestra valutativa di sei mesi su flussi turistici e bacino d'utenza, nell'ottica di una futura trasformazione del plesso in ospedale di base.Una strategia respinta con forza dai rappresentanti del comitato, i quali evidenziano come il testo dell'Asl riconosca già ad Agropoli lo status di pronto soccorso in zona disagiata. Secondo il gruppo di cittadini, l'amministrazione avrebbe dovuto pretendere l'immediato blocco dell'atto fino all'assegnazione delle risorse umane ed economiche necessarie per garantire un presidio di emergenza H24, anziché concedere alla burocrazia sanitaria un ulteriore semestre di analisi su dati in realtà già consolidati.

