Svolta e nuovi motivi di forte allarme sul caso del rimorchio stracolmo di fanghi industriali che è stato abbandonato per diversi mesi a pochi metri dal lungomare e a ridosso dei campi coltivati, al confine tra Salerno e Pontecagnano Faiano. Lo scorso 11 maggio il mezzo pesante è stato finalmente rimosso dall'area, ma i risultati delle analisi di caratterizzazione sui materiali hanno confermato lo scenario peggiore: si tratta di rifiuti speciali pericolosi ad alto rischio tossico.
Le analisi ufficiali hanno classificato i fanghi con i codici di pericolo HP7 e HP14, che identificano rispettivamente sostanze cancerogene ed ecotossiche (altamente pericolose per l'ambiente e gli ecosistemi acquatici). Per questo motivo, la battaglia ambientale si sposta adesso sulla bonifica del suolo contaminato e sulla tutela della catena alimentare.
"Ora non basta aver tolto il mezzo: l'area va interamente bonificata attraverso la rimozione immediata dei primi 10 centimetri di asfalto e terreno superficiale dove i fanghi hanno trasudato per mesi. Chiediamo che la Procura della Repubblica vada fino in fondo per individuare i criminali che hanno abbandonato questo carico e l'azienda d'origine. Chi avvelena i nostri territori deve andare in galera senza sconti." ha aggiunto il deputato.
"I codici HP7 e HP14 descrivono una situazione di estrema gravità a livello ecologico, specialmente in una zona in cui il vento e le piogge hanno certamente disperso queste polveri tossiche sui campi vicini. A pochissimi metri da dove sorgeva il tir ci sono terreni attualmente coltivati a pomodori."
"In attesa che vengano effettuati carotaggi e analisi approfondite anche sui suoli agricoli limitrofi, chiediamo al Comune e alle autorità competenti di emettere un'ordinanza cautelare per inibire la raccolta e l'attività agricola in quel quadrante per tutta la stagione in corso. Quei prodotti rischiano di finire sulle tavole dei cittadini; la salute delle persone viene prima di ogni cosa e non possiamo permetterci alcuna incertezza." ha concluso.
Rimorchio con fanghi industriali sulla litoranea di Pontecagnano: i rifiuti erano cancerogeni ed ecotossici
Il caso era esploso a seguito delle ripetute denunce e dei sopralluoghi ispettivi del deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, e dell'ambientalista Fabio Armano, che avevano portato alla luce lo stazionamento del mezzo (già oggetto in passato di sequestro e successivo dissequestro a febbraio) e la perdita di liquidi e polveri sulla strada e nei terreni circostanti.Le analisi ufficiali hanno classificato i fanghi con i codici di pericolo HP7 e HP14, che identificano rispettivamente sostanze cancerogene ed ecotossiche (altamente pericolose per l'ambiente e gli ecosistemi acquatici). Per questo motivo, la battaglia ambientale si sposta adesso sulla bonifica del suolo contaminato e sulla tutela della catena alimentare.
Le dichiarazioni del deputato Borrelli
Il deputato Francesco Emilio Borrelli, vice-presidente della commissione parlamentare ecomafie, dichiara: "Avevamo ragione ad essere allarmati e a non mollare la presa. La rimozione del rimorchio avvenuta l'11 maggio è solo il primo passo, perché le analisi scientifiche hanno certificato la presenza di veleni cancerogeni ed ecotossici a due passi dal mare. Siamo di fronte a un vero e proprio attentato alla salute pubblica.""Ora non basta aver tolto il mezzo: l'area va interamente bonificata attraverso la rimozione immediata dei primi 10 centimetri di asfalto e terreno superficiale dove i fanghi hanno trasudato per mesi. Chiediamo che la Procura della Repubblica vada fino in fondo per individuare i criminali che hanno abbandonato questo carico e l'azienda d'origine. Chi avvelena i nostri territori deve andare in galera senza sconti." ha aggiunto il deputato.
L'appello dell'ambientalista Fabio Armano
L'ambientalista Fabio Armano lancia un preciso allarme sulla sicurezza delle colture locali:"I codici HP7 e HP14 descrivono una situazione di estrema gravità a livello ecologico, specialmente in una zona in cui il vento e le piogge hanno certamente disperso queste polveri tossiche sui campi vicini. A pochissimi metri da dove sorgeva il tir ci sono terreni attualmente coltivati a pomodori."
"In attesa che vengano effettuati carotaggi e analisi approfondite anche sui suoli agricoli limitrofi, chiediamo al Comune e alle autorità competenti di emettere un'ordinanza cautelare per inibire la raccolta e l'attività agricola in quel quadrante per tutta la stagione in corso. Quei prodotti rischiano di finire sulle tavole dei cittadini; la salute delle persone viene prima di ogni cosa e non possiamo permetterci alcuna incertezza." ha concluso.

