Una svolta drammatica scuote il processo in corso alla Corte d'Assise di Salerno per la morte della ventinovenne Marzia Capezzuti.
I consulenti tecnici della Procura hanno depositato conclusioni pesantissime che ridisegnano la dinamica del delitto: la frattura riscontrata a livello dell'osso ioide e i traumi individuati sulle costole e sugli arti superiori non lasciano spazio a dubbi, indicando un'azione violenta e diretta, compatibile con un soffocamento o uno strangolamento, e smentendo l'ipotesi di lesioni da caduta. La vittima, secondo gli esperti, avrebbe tentato disperatamente di proteggersi dai colpi prima di spirare come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
La difesa degli imputati ha cercato di evidenziare le discrepanze tra questa nuova relazione e i primi rilievi effettuati durante l'incidente probatorio, che si era mantenuto più cauto sulla tempistica e la natura delle fratture. Il confronto in aula si preannuncia serrato in vista della prossima udienza estiva, quando verranno ascoltati i consulenti di parte dei coniugi a processo.
Alla sbarra con accuse pesantissime che vanno dall'omicidio volontario al sequestro di persona, fino ai maltrattamenti aggravati e al furto della pensione d'invalidità, restano Barbara Vacchiano e Damiano Noschese. Secondo l'impianto accusatorio, la ventinovenne, trasferitasi nel Salernitano per amore, sarebbe rimasta intrappolata in un incubo di violenze domestiche durato tre anni all'interno dell'abitazione della cognata, terminato poi nel peggiore dei modi con l'esecuzione e l'occultamento del cadavere.
I consulenti tecnici della Procura hanno depositato conclusioni pesantissime che ridisegnano la dinamica del delitto: la frattura riscontrata a livello dell'osso ioide e i traumi individuati sulle costole e sugli arti superiori non lasciano spazio a dubbi, indicando un'azione violenta e diretta, compatibile con un soffocamento o uno strangolamento, e smentendo l'ipotesi di lesioni da caduta. La vittima, secondo gli esperti, avrebbe tentato disperatamente di proteggersi dai colpi prima di spirare come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Giallo Capezzuti, la perizia shock: Marzia è stata strangolata
L'analisi scientifica si è concentrata anche sullo stato dei resti rinvenuti nell'autunno del 2022 nelle campagne di Montecorvino Pugliano. Gli esami sulla microfauna e sui liquidi biologici confermano che il decesso è avvenuto nei primi mesi dell'anno e che il corpo non è mai stato spostato dal luogo del ritrovamento. Inoltre, la presenza di specifiche reazioni cellulari dimostra inequivocabilmente che i traumi più gravi furono inferti quando la giovane era ancora in vita, fornendo una prova cruciale per l'accusa.La difesa degli imputati ha cercato di evidenziare le discrepanze tra questa nuova relazione e i primi rilievi effettuati durante l'incidente probatorio, che si era mantenuto più cauto sulla tempistica e la natura delle fratture. Il confronto in aula si preannuncia serrato in vista della prossima udienza estiva, quando verranno ascoltati i consulenti di parte dei coniugi a processo.
Alla sbarra con accuse pesantissime che vanno dall'omicidio volontario al sequestro di persona, fino ai maltrattamenti aggravati e al furto della pensione d'invalidità, restano Barbara Vacchiano e Damiano Noschese. Secondo l'impianto accusatorio, la ventinovenne, trasferitasi nel Salernitano per amore, sarebbe rimasta intrappolata in un incubo di violenze domestiche durato tre anni all'interno dell'abitazione della cognata, terminato poi nel peggiore dei modi con l'esecuzione e l'occultamento del cadavere.

