Tradizione rurale e cittadinanza attiva si incontrano a Corleto Monforte con la "Transumanza per la Pace", un progetto innovativo che punta sul protagonismo dei giovani delle aree interne dell'Appennino meridionale. Lo riporta SalernoToday.
Promossa dall'Associazione Costiera Amalfitana Riserva Biosfera (ACARBIO), dall’impresa sociale Dandelion Social Innovation Lab e dal Comune di Corleto Monforte, l'iniziativa ha coinvolto giovani del sud Italia e volontari internazionali in un percorso di partecipazione giovanile e collaborazioni intergenerazionali. Filippo Ferraro, sindaco di Corleto Monforte, sottolinea come la transumanza sia simbolo identitario e strumento per veicolare valori universali: “Legare la tradizione al tema della pace e del coinvolgimento giovanile dimostra che le nostre aree interne possono diventare centri di dialogo e inclusione”.
Vincenzo Sannino, presidente di ACARBIO e promotore dell’evento, aggiunge che il progetto vuole essere un modello replicabile di innovazione sociale. Riunendo giovani locali e europei attorno a un antico rito come la transumanza, si è seminato un messaggio di rispetto per la natura e accoglienza reciproca, in linea con gli ideali di cittadinanza attiva.
Il borgo cilentano ha ospitato numerose attività, tra cui la registrazione dei podcast "Peace Talks" da parte del Gruppo Giovani Podcaster per la Pace, grazie al sostegno della Fondazione Vincenzo Casillo e del progetto Erasmus+ "La Voce dei Giovani". I volontari del Corpo Europeo di Solidarietà hanno realizzato decorazioni creative con materiali riciclati, utilizzate durante il cammino, mentre un workshop operativo ha visto amministratori locali e giovani discutere il ruolo delle nuove generazioni nei piccoli comuni.
Il momento culminante della manifestazione è stato raggiunto presso il rifugio montano di Corleto Monforte, dove è stato firmato il "Manifesto di Corleto". Il documento è stato sottoscritto da tre comuni (Corleto Monforte, Sant’Angelo a Fasanella, Ottati) e da dieci associazioni che condividono la visione di un futuro costruito su inclusione e dialogo, ispirato dalla metafora millenaria della transumanza.
Il manifesto celebra l'essenza del movimento tra pascoli come simbolo di incontro, scambio e cura reciproca. I confini, secondo l’estratto del testo, sono superabili nel rispetto dell'ambiente e dell'altro, tema che risuona profondamente nella filosofia dell'iniziativa. Corleto Monforte si candida quindi a diventare un laboratorio per sperimentare nuovi modelli di coesione sociale.
Corleto Monforte, tradizione rurale e cittadinanza attiva con il progetto "Transumanza per la Pace"
Tradizione rurale e cittadinanza attiva si incontrano a Corleto Monforte con la "Transumanza per la Pace", un progetto innovativo che punta sul protagonismo dei giovani delle aree interne dell'Appennino meridionale. L'iniziativa ha preso forma il 16 e 17 maggio 2026, in concomitanza con la tradizionale "Festa del Caciocavallo e della Transumanza", dando vita a un messaggio universale di coesistenza e dialogo radicato nella storia del territorio.Promossa dall'Associazione Costiera Amalfitana Riserva Biosfera (ACARBIO), dall’impresa sociale Dandelion Social Innovation Lab e dal Comune di Corleto Monforte, l'iniziativa ha coinvolto giovani del sud Italia e volontari internazionali in un percorso di partecipazione giovanile e collaborazioni intergenerazionali. Filippo Ferraro, sindaco di Corleto Monforte, sottolinea come la transumanza sia simbolo identitario e strumento per veicolare valori universali: “Legare la tradizione al tema della pace e del coinvolgimento giovanile dimostra che le nostre aree interne possono diventare centri di dialogo e inclusione”.
Vincenzo Sannino, presidente di ACARBIO e promotore dell’evento, aggiunge che il progetto vuole essere un modello replicabile di innovazione sociale. Riunendo giovani locali e europei attorno a un antico rito come la transumanza, si è seminato un messaggio di rispetto per la natura e accoglienza reciproca, in linea con gli ideali di cittadinanza attiva.
Il borgo cilentano ha ospitato numerose attività, tra cui la registrazione dei podcast "Peace Talks" da parte del Gruppo Giovani Podcaster per la Pace, grazie al sostegno della Fondazione Vincenzo Casillo e del progetto Erasmus+ "La Voce dei Giovani". I volontari del Corpo Europeo di Solidarietà hanno realizzato decorazioni creative con materiali riciclati, utilizzate durante il cammino, mentre un workshop operativo ha visto amministratori locali e giovani discutere il ruolo delle nuove generazioni nei piccoli comuni.
Il momento culminante della manifestazione è stato raggiunto presso il rifugio montano di Corleto Monforte, dove è stato firmato il "Manifesto di Corleto". Il documento è stato sottoscritto da tre comuni (Corleto Monforte, Sant’Angelo a Fasanella, Ottati) e da dieci associazioni che condividono la visione di un futuro costruito su inclusione e dialogo, ispirato dalla metafora millenaria della transumanza.
Il manifesto celebra l'essenza del movimento tra pascoli come simbolo di incontro, scambio e cura reciproca. I confini, secondo l’estratto del testo, sono superabili nel rispetto dell'ambiente e dell'altro, tema che risuona profondamente nella filosofia dell'iniziativa. Corleto Monforte si candida quindi a diventare un laboratorio per sperimentare nuovi modelli di coesione sociale.

