"No al cemento sulla costa": è questo il grido della manifestazione contro la cementificazione del Porto a Salerno. Appello al commissario Panico: "Via Ligea è inquinata, le polveri sottili vanno monitorate". Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Intanto si prospetta una nuova battaglia: quella del porticciolo di Pastena. Il 10 aprile sono scaduti i termini per presentare le osservazioni al Ministero. Nel messo ci sono nove pagine di integrazioni , 27 quesiti, la possibilità di chiedere proroghe o di procedere per integrazioni.
"No al cemento sulla costa", il fronte del porto chiede un impegno ai candidati sindaco
La novità principale è l'intervento richiesto al commissario prefettizio affinché l'Arpac inizi a monitorare l'emissione di polveri sottili, sospettando che il livello di inquinamento a via Ligea e dintorni superi persino quello registrato nelle zone delle Fonderie Pisano. Grazie all'interessamento dell'assessore Claudia Pecoraro, il controllo dovrebbe partire nei prossimi giorni. Tuttavia, i cittadini intenzionati a opporsi al masterplan che potrebbe trasformare l'area del porto commerciale e mettere a rischio la prima parte della costiera amalfitana ribadiscono che, a prescindere dall'esito della campagna elettorale, il loro impegno non si fermerà. Durante un raduno sulla darsena illuminata dal sole, attivisti con striscioni e cartelloni hanno riaffermato la loro determinazione.L'imprenditore
Con un misto di rabbia e commozione, Francesco Soriente, storico titolare del cantiere che porta il suo nome, ha rivendicato i centoventi anni di attività dell'azienda che rischiano di essere obliterati dal cemento. Ricordi di promesse mancate, il destino incerto di un Pip nautico, gli ingorghi cronici sul viadotto Gatto, l'eterno stallo del cantiere di Porta Ovest: questi sono stati al centro delle sue riflessioni. La manifestazione "No alla cementificazione del litorale", promossa da Italia Nostra e dal Comitato Salute e Vita, ha mostrato due facce della medaglia. Da una parte, la ferma volontà di preservare un angolo di città contro un progetto che divide; dall'altra, la costruzione di un compatto fronte del "no", che coinvolge diversi candidati a sindaco impegnati nelle elezioni a Salerno.I politici
Tra i politici intervenuti, Franco Massimo Lanocita non ha esitato a definire il progetto come "un'operazione blasfema" e ha sottolineato l'urgenza di combattere per la tutela di cittadini e territorio: "Siamo nati nell'acqua, il mare scorre nelle nostre vene, non possiamo perderlo". Elisabetta Barone ha parlato della sua storia familiare: "Il mio bisnonno paterno era un piccolo armatore. Il cemento sul mare distrugge questa parte di me. Spostare le attività sarebbe una bugia: molti imprenditori, dopo anni di attesa inutile, sono già migrati ad Avellino. Dobbiamo liberarci dalle paure per scegliere altre strade". Armando Zambrano ha affrontato la questione da un punto di vista tecnico: "Il porto rappresenta una fonte di inquinamento mai adeguatamente affrontata. Mancano coordinamento tra le attività marittime e soluzioni concrete. Forse le attività di diporto potrebbero offrire un'alternativa. Servirebbe un assessorato specifico per le Politiche marittime". Gherardo Marenghi ha criticato il metodo decisionale "calato dall'alto" e ha sottolineato che i sacrifici richiesti ai cittadini devono rispondere esclusivamente a interessi pubblici, non privati. Alessandro Turchi ha definito tutto ciò "grottesco" e ha lanciato un monito rispetto alle conseguenze ambientali e alla necessità di tutelare il territorio.Gli ecologisti
Un tema comune emerso dalle diverse prospettive è stato quello della difficoltà di dialogo. Rosa Carafa, rappresentante di Italia Nostra, ha lamentato l'indifferenza alle osservazioni fatte finora. Enzo Ragone ha insistito sul caos generato dal viadotto Gatto e sulle emissioni di polveri sottili che gravano sulle abitazioni situate lungo via Ligea: "Non dobbiamo più accettare passivamente questa situazione". Infine, Gianpaolo Lambiase ha fornito numeri che mettono in evidenza l'impatto ambientale: "L'inquinamento generato dal traffico annuale di 218 navi da crociera equivale a quello prodotto da 253 milioni di auto in movimento. Mille traghetti rilasciano ben 13 milioni di tonnellate di anidride carbonica".Intanto si prospetta una nuova battaglia: quella del porticciolo di Pastena. Il 10 aprile sono scaduti i termini per presentare le osservazioni al Ministero. Nel messo ci sono nove pagine di integrazioni , 27 quesiti, la possibilità di chiedere proroghe o di procedere per integrazioni.

