Un paradosso amministrativo blocca la bonifica ambientale alla foce del fiume Sele. A distanza di oltre due mesi dal duro scontro burocratico con i vertici comunali di Eboli, l'avvocato e attivista ambientalista Fabio Armano è tornato sul litorale per documentare, attraverso un video-reportage, l'assoluto immobilismo in cui versa l'intera area costiera, invasa da tonnellate di scarti.
Il recente sopralluogo ha però smentito le promesse: i sacchi si trovano ancora sull'arenile, esposti al rischio concreto di essere risucchiati dalle mareggiate. Nel filmato, l'attivista mostra la precisione dello stoccaggio effettuato, evidenziando la netta separazione tra bottiglie in PET, schiuma espansa e scarti speciali pericolosi, come taniche di fitofarmaci e oli esausti, isolati per evitare contaminazioni.
La situazione rischia di toccare il culmine dell'assurdo nei prossimi giorni, dato che il Comune di Eboli ha concesso il proprio patrocinio a una giornata di raccolta della plastica programmata proprio sulla stessa spiaggia. Sulla vicenda è intervenuto duramente il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, da tempo schierato al fianco del professionista in questa battaglia ecologica. Il parlamentare ha stigmatizzato l'atteggiamento dell'ente, definendolo un cortocircuito istituzionale che sanziona la cittadinanza attiva e tollera l'inerzia.
Borrelli ha inoltre annunciato che vigilerà strettamente sulle modalità con cui il Comune e la Sarim gestiranno lo smaltimento dei residui chimici e tossici raccolti durante l'evento pubblico, sottolineando l'incongruenza di vietare ai singoli cittadini le medesime azioni di tutela del territorio.
Caos burocratico a Foce Sele: i sacchi di rifiuti restano in spiaggia
La vicenda ha inizio ad aprile 2026. Armano, dopo aver avviato l'anno precedente una massiccia operazione di pulizia volontaria a proprie spese, accumulando centinaia di sacchi colmi di plastiche e polistirolo, si era visto recapitare una diffida ufficiale da parte del Comune di Eboli. L'ente locale gli ordinava di interrompere subito la raccolta, ipotizzando una separazione errata dei materiali e mobilitando la Polizia Municipale. Contestualmente, l'amministrazione assicurava un intervento immediato della società Sarim per rimuovere i cumuli.Il recente sopralluogo ha però smentito le promesse: i sacchi si trovano ancora sull'arenile, esposti al rischio concreto di essere risucchiati dalle mareggiate. Nel filmato, l'attivista mostra la precisione dello stoccaggio effettuato, evidenziando la netta separazione tra bottiglie in PET, schiuma espansa e scarti speciali pericolosi, come taniche di fitofarmaci e oli esausti, isolati per evitare contaminazioni.
La situazione rischia di toccare il culmine dell'assurdo nei prossimi giorni, dato che il Comune di Eboli ha concesso il proprio patrocinio a una giornata di raccolta della plastica programmata proprio sulla stessa spiaggia. Sulla vicenda è intervenuto duramente il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, da tempo schierato al fianco del professionista in questa battaglia ecologica. Il parlamentare ha stigmatizzato l'atteggiamento dell'ente, definendolo un cortocircuito istituzionale che sanziona la cittadinanza attiva e tollera l'inerzia.
Borrelli ha inoltre annunciato che vigilerà strettamente sulle modalità con cui il Comune e la Sarim gestiranno lo smaltimento dei residui chimici e tossici raccolti durante l'evento pubblico, sottolineando l'incongruenza di vietare ai singoli cittadini le medesime azioni di tutela del territorio.

