La Polizia di Stato ha fatto scattare all'alba di oggi, martedì 16 giugno, una vasta operazione antiterrorismo che vede il territorio di Napoli al centro delle attività investigative ed esecutive. Gli agenti della Digos partenopea, in stretta sinergia con i colleghi della Procura di Roma e della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, hanno dato esecuzione a sette misure cautelari (cinque custodie in carcere e due agli arresti domiciliari) nei confronti di militanti della galassia anarco-insurrezionalista.
I decreti di perquisizione e cattura hanno colpito diverse cellule attive in varie città d'Italia, focalizzandosi in particolare sull'asse strategico tra la Capitale e il capoluogo campano.
Le indagini condotte a Napoli e negli altri nodi della rete hanno svelato la matrice ideologica dei raid, rivendicati online su piattaforme d'area. Nei manifesti d'attacco, la cellula eversiva univa la retorica antimilitarista contro la collaborazione tra Rfi e il colosso della difesa Leonardo alle proteste per la guerra in Palestina, fino alla storica e violenta campagna di mobilitazione a sostegno dell'anarchico Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41bis.
Le operazioni della Digos di Napoli, coordinate a livello centrale, sono andate avanti per tutta la mattinata con perquisizioni a tappeto mirate a smantellare i covi e i canali di finanziamento del movimento, mentre nella Capitale i controlli hanno passato al setaccio anche lo spazio sociale occupato "Bencivenga" nella zona di Sacco Pastore.
I decreti di perquisizione e cattura hanno colpito diverse cellule attive in varie città d'Italia, focalizzandosi in particolare sull'asse strategico tra la Capitale e il capoluogo campano.
Blitz antiterrorismo contro la rete anarchica, asse Roma-Napoli
L'accusa formulata dai magistrati è pesantissima: associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli indagati avevano strutturato un pericoloso "gruppo di affinità" criminale mirato a compiere attentati e azioni violente contro le infrastrutture dello Stato. Tra i reati contestati spicca il gravissimo sabotaggio messo a segno il 14 febbraio 2026 sulla linea ferroviaria dell'Alta Velocità Roma-Firenze, dove l'incendio doloso dei cavi di trasmissione tramite ordigni artigianali provocò danni per oltre 455mila euro, paralizzando il sistema dei trasporti nazionale.Le indagini condotte a Napoli e negli altri nodi della rete hanno svelato la matrice ideologica dei raid, rivendicati online su piattaforme d'area. Nei manifesti d'attacco, la cellula eversiva univa la retorica antimilitarista contro la collaborazione tra Rfi e il colosso della difesa Leonardo alle proteste per la guerra in Palestina, fino alla storica e violenta campagna di mobilitazione a sostegno dell'anarchico Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41bis.
Le operazioni della Digos di Napoli, coordinate a livello centrale, sono andate avanti per tutta la mattinata con perquisizioni a tappeto mirate a smantellare i covi e i canali di finanziamento del movimento, mentre nella Capitale i controlli hanno passato al setaccio anche lo spazio sociale occupato "Bencivenga" nella zona di Sacco Pastore.

