Ad Agropoli è in arrivo un finanziamento statale destinato alla messa in sicurezza dell’area di Punta Fortino, uno dei punti più delicati del promontorio su cui sorge il centro storico della città cilentana. Il Ministero dell’Interno ha infatti stanziato circa 650mila euro per intervenire sulla scalinata che collega il borgo antico con il tratto di costa sottostante come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Negli ultimi anni sono stati registrati diversi episodi di crolli e cedimenti che hanno reso evidente la fragilità dell’intero tratto costiero. La roccia su cui poggia la scalinata è infatti interessata da un progressivo sgretolamento causato dall’azione combinata del moto ondoso e degli agenti atmosferici. Proprio queste condizioni hanno spinto le autorità a vietare l’accesso alla zona, ritenuta potenzialmente pericolosa.
Il finanziamento disposto dal Ministero rappresenta un primo intervento finalizzato alla stabilizzazione del tratto più esposto, ma nel territorio si discute già sull’ampiezza reale delle opere che potranno essere realizzate con le risorse disponibili. Secondo alcune valutazioni, infatti, la cifra stanziata sarebbe sufficiente per affrontare soltanto una parte del problema, concentrandosi sulla scalinata senza intervenire in modo organico sull’intero promontorio.
Il tema riguarda infatti la stabilità complessiva della rupe su cui si sviluppa il borgo antico di Agropoli. L’erosione marina e l’azione degli agenti atmosferici stanno progressivamente indebolendo la parete rocciosa, con ripercussioni anche su alcuni punti di interesse storico e naturalistico presenti lungo la costa. Tra le aree considerate più vulnerabili figurano le grotte preistoriche scavate nella roccia e alcuni edifici situati nella fascia più vicina al mare, tra cui la chiesa della Madonna di Costantinopoli.
Agropoli, fondi dal Ministero per Punta Fortino
Il percorso, che rappresenta l’unico accesso diretto al mare dal centro storico, è attualmente interdetto al pubblico. L’area è stata chiusa a causa delle condizioni di instabilità della parete rocciosa che sostiene la scalinata, soggetta da tempo a fenomeni di erosione e distacco di materiale. Nonostante la presenza di barriere e cartelli di divieto, la zona continua però a essere frequentata da cittadini e visitatori che rimuovono gli sbarramenti pur di raggiungere il mare, aumentando così i rischi per l’incolumità.Negli ultimi anni sono stati registrati diversi episodi di crolli e cedimenti che hanno reso evidente la fragilità dell’intero tratto costiero. La roccia su cui poggia la scalinata è infatti interessata da un progressivo sgretolamento causato dall’azione combinata del moto ondoso e degli agenti atmosferici. Proprio queste condizioni hanno spinto le autorità a vietare l’accesso alla zona, ritenuta potenzialmente pericolosa.
Il finanziamento disposto dal Ministero rappresenta un primo intervento finalizzato alla stabilizzazione del tratto più esposto, ma nel territorio si discute già sull’ampiezza reale delle opere che potranno essere realizzate con le risorse disponibili. Secondo alcune valutazioni, infatti, la cifra stanziata sarebbe sufficiente per affrontare soltanto una parte del problema, concentrandosi sulla scalinata senza intervenire in modo organico sull’intero promontorio.
Il tema riguarda infatti la stabilità complessiva della rupe su cui si sviluppa il borgo antico di Agropoli. L’erosione marina e l’azione degli agenti atmosferici stanno progressivamente indebolendo la parete rocciosa, con ripercussioni anche su alcuni punti di interesse storico e naturalistico presenti lungo la costa. Tra le aree considerate più vulnerabili figurano le grotte preistoriche scavate nella roccia e alcuni edifici situati nella fascia più vicina al mare, tra cui la chiesa della Madonna di Costantinopoli.

