Si è svolto presso l'Università degli Studi di Salerno il "Prin Day": durante la giornata sono stati presentati i progetti di ricerca di rilevante interessa nazionale.
L'iniziativa ha rappresentato un momento di restituzione pubblica e di confronto sui progetti di ricerca PRIN (Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale), finanziati dal MUR (Ministero dell'Università e della Ricerca) e recentemente giunti a conclusione. La giornata ha valorizzato il lavoro scientifico condotto dal Dipartimento su alcuni dei principali nodi del presente: lavoro, innovazione, resilienza, democrazia, partecipazione politica, razzismo online, trauma pandemico, trasformazioni dei regimi, celebrity, segretezza e trasparenza, disuguaglianze educative e futuro dei territori tardo-industriali.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del Direttore del DiSPS, Maurizio Merico, del Delegato del Rettore alla Ricerca, Cesare Pianese, e del Delegato del Rettore alla Terza Missione, Orlando Troisi. L'incontro è stato moderato da Giuseppe Alviggi, giornalista e partner di Gruppo Stratego Società Benefit, partner strategico dell'iniziativa.
«Il DiSPS ha mostrato, attraverso questa giornata, la ricchezza di un patrimonio scientifico capace di attraversare discipline, metodi e domande pubbliche», ha sottolineato Maurizio Merico. «La ricerca sociale e politica non si è limitata a osservare la contemporaneità: ne ha interrogato le fratture, i conflitti e le possibilità».
«I progetti PRIN hanno rappresentato uno spazio decisivo per consolidare reti nazionali di ricerca e rafforzare la qualità scientifica dell'Ateneo», ha evidenziato Cesare Pianese. «L'incontro ha restituito il valore di una progettualità competitiva, interdisciplinare e orientata all'impatto».
«La Terza Missione vive anche in occasioni come questa, quando i risultati della ricerca escono dai confini specialistici e diventano patrimonio condiviso», ha aggiunto Orlando Troisi. «Il dialogo con il territorio è stato uno degli elementi più significativi della giornata».
È seguito il progetto "Exploring Resilience: Vulnerability, Social Security, Political Inclusion. Promoting a Sustainable Transition Based on Local Practices and Governance", presentato da Marianna Esposito, componente dell'Unità Locale. La ricerca ha decostruito l'uso dominante del concetto di resilienza, spesso associato alla responsabilità individuale e all'adattamento al rischio, proponendone invece una lettura collettiva, democratica ed emancipatoria. Il lavoro ha intrecciato teoria critica e ricerca sul campo, affrontando temi come migrazioni, lavoro, ambiente e comunità locali.
Il progetto "Politics under Commission. How Special Procedures Change Democracy" è stato illustrato da Domenico Fruncillo, responsabile dell'Unità di Ricerca di Salerno. La ricerca ha studiato il fenomeno del commissariamento della politica attraverso le amministrazioni straordinarie, censendo gli eventi di commissariamento adottati dal governo nazionale o dalle regioni negli ultimi quindici anni. L'analisi ha evidenziato la natura sempre più ordinaria di procedure nate come eccezionali e le loro conseguenze sulla responsabilità politica, sulla selezione del personale politico e sui processi democratici.
Sempre Domenico Fruncillo ha presentato anche "Electoral Participation and Institutional Challenges for Inclusive Politics – EPICI", dedicato alla partecipazione elettorale e alle sfide istituzionali per una politica inclusiva. Il progetto ha analizzato il progressivo calo della partecipazione alle consultazioni popolari e ha individuato le principali leve di mobilitazione al voto attraverso analisi ecologiche, survey e studi di caso. Le ipotesi esplorate hanno riguardato caratteristiche territoriali, atteggiamenti degli elettori e dinamiche istituzionali.
Il progetto "Tolerant: Identification and Critical Analysis of Online Racism and Xenophobia Against (Im)Migrants and Roma People" è stato presentato da Giuseppe Giordano, responsabile dell'Unità Locale, insieme a Chiara Memoli e Linda Russolillo, neolaureate magistrali in Sociologia e Politiche del Territorio presso l'Università degli Studi di Salerno, coinvolte nelle attività di data processing. La ricerca ha affrontato l'identificazione e l'analisi critica del razzismo e della xenofobia online contro migranti, immigrati e persone rom, richiamando il valore della tolleranza come rispetto, accettazione e apprezzamento della diversità culturale. Nell'ambito del progetto è stato inoltre sviluppato un bot come strumento di supporto all'individuazione e al contrasto dei linguaggi d'odio negli ambienti online.
Con "Covid-19 as Cultural Trauma. Transformation in Social Solidarity, in Italian Public Opinion and Public Sphere, Following the Pandemic", Massimo Pendenza, principal investigator del progetto, ha illustrato una ricerca dedicata alla pandemia come trauma culturale. Il progetto ha indagato la trasformazione dei confini materiali e simbolici della solidarietà sociale durante e dopo la crisi generata dal Covid-19, interrogandosi sulla possibilità che un evento traumatico potesse generare forme di solidarietà inclusiva, fondate su equità, reciprocità e giustizia.
Il progetto "Analyzing Regime Change Evolutions – Arché" è stato presentato da Ingrid Salvatore, responsabile dell'Unità Locale. La ricerca ha preso in esame l'evoluzione dei cambiamenti di regime in un contesto internazionale segnato dall'indebolimento della "terza ondata di democratizzazione" e dal crescente ruolo dei Paesi non democratici nella definizione degli equilibri politici globali.
Il progetto "Celebr-Età – Ageing Celebrity in Contemporary Media and Sport Contexts: A Model of Social and Cultural Well-being" è stato illustrato da Mario Tirino, responsabile dell'Unità Locale, insieme a Simona Castellano. La ricerca ha analizzato l'invecchiamento delle celebrità nei contesti mediali e sportivi contemporanei, osservando il rapporto tra memoria collettiva, nostalgia, piattaforme digitali, narrazioni di fine carriera e benessere sociale e culturale. Il progetto ha prodotto pubblicazioni, convegni, seminari e workshop dedicati alla celebrity sportiva e mediale nelle fasi mature o post-carriera.
Il progetto "2FaceDemocracy: Transparency and Secrecy in the History of Political Ideas in the Modern and Contemporary Age" è stato presentato da Adriano Vinale, responsabile dell'Unità Locale. La ricerca ha ricostruito i nuclei storici e concettuali che, dalle arti del governo in età moderna fino alle forme contemporanee della sovranità, hanno contribuito a definire il rapporto tra segretezza e trasparenza nei regimi democratici.
Con "PEER-UP. From High School to University: Assessing Peers' Influence in Educational Inequalities and Performances", Maria Prosperina Vitale, responsabile dell'Unità Locale, ha presentato un progetto dedicato al ruolo delle relazioni tra pari nelle disuguaglianze educative, attraverso l'integrazione di dati secondari e indagini condotte in scuole di Sardegna, Toscana e Campania. La ricerca si è concentrata sul passaggio dalla scuola superiore all'università e sull'impatto delle reti sociali nelle scelte formative. In rappresentanza del mondo scolastico è intervenuta la dirigente scolastica Maria Alfano dell'IIS De Filippis-Galdi di Cava de' Tirreni.
Alla giornata ha preso parte anche Giorgio Scala, presidente della Fondazione Saccone, che ha avviato una collaborazione con il Dipartimento nell'ambito delle attività di dialogo tra università, territorio e mondo delle competenze.
A chiudere la presentazione dei progetti è stato "Quasi-Ruins: Place, Nostalgia and Future in Late-Industrial Italian Towns", illustrato da Federico Scarpelli, principal investigator, insieme a Katia Ballacchino, componente dell'Unità Locale. La ricerca antropologica ha studiato le trasformazioni sociali in luoghi del Centro e del Mezzogiorno d'Italia segnati da processi di industrializzazione, chiusure, ridimensionamenti o riconversioni produttive. In particolare, il progetto ha osservato etnograficamente le città di Manfredonia e Colleferro, accomunate dalle incertezze della transizione e dalla ricerca di immaginari di futuro alternativi rispetto al passato industriale.
Il PRIN Day si è concluso come occasione di dialogo aperto tra comunità accademica, territorio, sistema delle competenze e istituzioni, confermando il ruolo del DiSPS come spazio di produzione scientifica capace di leggere le trasformazioni sociali, culturali e politiche del presente.
L'iniziativa è stata curata dalla Commissione Ricerca del DiSPS, coordinata da Ingrid Salvatore, in collaborazione con la Commissione Terza Missione del Dipartimento, coordinata da Giuseppe Giordano.
Università di Salerno, al DiSPS il "Prin Day": presentati i progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale
Si è svolta presso l'Aula "G. De Rosa" dell'Edificio D2 del Campus di Fisciano dell'Università degli Studi di Salerno la giornata dedicata alla ricerca scientifica del Dipartimento di Studi Politici e Sociali. Al centro dell'incontro, le trasformazioni della società contemporanea raccontate attraverso i progetti PRIN 2022 e PRIN PNRR 2022.L'iniziativa ha rappresentato un momento di restituzione pubblica e di confronto sui progetti di ricerca PRIN (Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale), finanziati dal MUR (Ministero dell'Università e della Ricerca) e recentemente giunti a conclusione. La giornata ha valorizzato il lavoro scientifico condotto dal Dipartimento su alcuni dei principali nodi del presente: lavoro, innovazione, resilienza, democrazia, partecipazione politica, razzismo online, trauma pandemico, trasformazioni dei regimi, celebrity, segretezza e trasparenza, disuguaglianze educative e futuro dei territori tardo-industriali.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del Direttore del DiSPS, Maurizio Merico, del Delegato del Rettore alla Ricerca, Cesare Pianese, e del Delegato del Rettore alla Terza Missione, Orlando Troisi. L'incontro è stato moderato da Giuseppe Alviggi, giornalista e partner di Gruppo Stratego Società Benefit, partner strategico dell'iniziativa.
«Il DiSPS ha mostrato, attraverso questa giornata, la ricchezza di un patrimonio scientifico capace di attraversare discipline, metodi e domande pubbliche», ha sottolineato Maurizio Merico. «La ricerca sociale e politica non si è limitata a osservare la contemporaneità: ne ha interrogato le fratture, i conflitti e le possibilità».
«I progetti PRIN hanno rappresentato uno spazio decisivo per consolidare reti nazionali di ricerca e rafforzare la qualità scientifica dell'Ateneo», ha evidenziato Cesare Pianese. «L'incontro ha restituito il valore di una progettualità competitiva, interdisciplinare e orientata all'impatto».
«La Terza Missione vive anche in occasioni come questa, quando i risultati della ricerca escono dai confini specialistici e diventano patrimonio condiviso», ha aggiunto Orlando Troisi. «Il dialogo con il territorio è stato uno degli elementi più significativi della giornata».
I progetti presentati
Il primo progetto presentato è stato "Labour in Transition: Job-Skills Development and Firm Innovation Competencies", illustrato da Davide Bubbico, responsabile dell'Unità Locale, insieme a Guido Cavalca e Giuseppe D'Onofrio. La ricerca ha analizzato le trasformazioni tecnologiche e organizzative del lavoro, con particolare attenzione agli effetti dell'automazione, della transizione all'elettrico, del monitoraggio digitale e delle nuove competenze nei contesti produttivi. Dalle evidenze raccolte è emerso un quadro complesso: la promessa dell'upskilling non si è tradotta automaticamente in una crescita diffusa delle competenze operaie, mentre si sono rafforzati processi di intensificazione del lavoro, polarizzazione professionale e controllo digitale.È seguito il progetto "Exploring Resilience: Vulnerability, Social Security, Political Inclusion. Promoting a Sustainable Transition Based on Local Practices and Governance", presentato da Marianna Esposito, componente dell'Unità Locale. La ricerca ha decostruito l'uso dominante del concetto di resilienza, spesso associato alla responsabilità individuale e all'adattamento al rischio, proponendone invece una lettura collettiva, democratica ed emancipatoria. Il lavoro ha intrecciato teoria critica e ricerca sul campo, affrontando temi come migrazioni, lavoro, ambiente e comunità locali.
Il progetto "Politics under Commission. How Special Procedures Change Democracy" è stato illustrato da Domenico Fruncillo, responsabile dell'Unità di Ricerca di Salerno. La ricerca ha studiato il fenomeno del commissariamento della politica attraverso le amministrazioni straordinarie, censendo gli eventi di commissariamento adottati dal governo nazionale o dalle regioni negli ultimi quindici anni. L'analisi ha evidenziato la natura sempre più ordinaria di procedure nate come eccezionali e le loro conseguenze sulla responsabilità politica, sulla selezione del personale politico e sui processi democratici.
Sempre Domenico Fruncillo ha presentato anche "Electoral Participation and Institutional Challenges for Inclusive Politics – EPICI", dedicato alla partecipazione elettorale e alle sfide istituzionali per una politica inclusiva. Il progetto ha analizzato il progressivo calo della partecipazione alle consultazioni popolari e ha individuato le principali leve di mobilitazione al voto attraverso analisi ecologiche, survey e studi di caso. Le ipotesi esplorate hanno riguardato caratteristiche territoriali, atteggiamenti degli elettori e dinamiche istituzionali.
Il progetto "Tolerant: Identification and Critical Analysis of Online Racism and Xenophobia Against (Im)Migrants and Roma People" è stato presentato da Giuseppe Giordano, responsabile dell'Unità Locale, insieme a Chiara Memoli e Linda Russolillo, neolaureate magistrali in Sociologia e Politiche del Territorio presso l'Università degli Studi di Salerno, coinvolte nelle attività di data processing. La ricerca ha affrontato l'identificazione e l'analisi critica del razzismo e della xenofobia online contro migranti, immigrati e persone rom, richiamando il valore della tolleranza come rispetto, accettazione e apprezzamento della diversità culturale. Nell'ambito del progetto è stato inoltre sviluppato un bot come strumento di supporto all'individuazione e al contrasto dei linguaggi d'odio negli ambienti online.
Con "Covid-19 as Cultural Trauma. Transformation in Social Solidarity, in Italian Public Opinion and Public Sphere, Following the Pandemic", Massimo Pendenza, principal investigator del progetto, ha illustrato una ricerca dedicata alla pandemia come trauma culturale. Il progetto ha indagato la trasformazione dei confini materiali e simbolici della solidarietà sociale durante e dopo la crisi generata dal Covid-19, interrogandosi sulla possibilità che un evento traumatico potesse generare forme di solidarietà inclusiva, fondate su equità, reciprocità e giustizia.
Il progetto "Analyzing Regime Change Evolutions – Arché" è stato presentato da Ingrid Salvatore, responsabile dell'Unità Locale. La ricerca ha preso in esame l'evoluzione dei cambiamenti di regime in un contesto internazionale segnato dall'indebolimento della "terza ondata di democratizzazione" e dal crescente ruolo dei Paesi non democratici nella definizione degli equilibri politici globali.
Il progetto "Celebr-Età – Ageing Celebrity in Contemporary Media and Sport Contexts: A Model of Social and Cultural Well-being" è stato illustrato da Mario Tirino, responsabile dell'Unità Locale, insieme a Simona Castellano. La ricerca ha analizzato l'invecchiamento delle celebrità nei contesti mediali e sportivi contemporanei, osservando il rapporto tra memoria collettiva, nostalgia, piattaforme digitali, narrazioni di fine carriera e benessere sociale e culturale. Il progetto ha prodotto pubblicazioni, convegni, seminari e workshop dedicati alla celebrity sportiva e mediale nelle fasi mature o post-carriera.
Il progetto "2FaceDemocracy: Transparency and Secrecy in the History of Political Ideas in the Modern and Contemporary Age" è stato presentato da Adriano Vinale, responsabile dell'Unità Locale. La ricerca ha ricostruito i nuclei storici e concettuali che, dalle arti del governo in età moderna fino alle forme contemporanee della sovranità, hanno contribuito a definire il rapporto tra segretezza e trasparenza nei regimi democratici.
Con "PEER-UP. From High School to University: Assessing Peers' Influence in Educational Inequalities and Performances", Maria Prosperina Vitale, responsabile dell'Unità Locale, ha presentato un progetto dedicato al ruolo delle relazioni tra pari nelle disuguaglianze educative, attraverso l'integrazione di dati secondari e indagini condotte in scuole di Sardegna, Toscana e Campania. La ricerca si è concentrata sul passaggio dalla scuola superiore all'università e sull'impatto delle reti sociali nelle scelte formative. In rappresentanza del mondo scolastico è intervenuta la dirigente scolastica Maria Alfano dell'IIS De Filippis-Galdi di Cava de' Tirreni.
Alla giornata ha preso parte anche Giorgio Scala, presidente della Fondazione Saccone, che ha avviato una collaborazione con il Dipartimento nell'ambito delle attività di dialogo tra università, territorio e mondo delle competenze.
A chiudere la presentazione dei progetti è stato "Quasi-Ruins: Place, Nostalgia and Future in Late-Industrial Italian Towns", illustrato da Federico Scarpelli, principal investigator, insieme a Katia Ballacchino, componente dell'Unità Locale. La ricerca antropologica ha studiato le trasformazioni sociali in luoghi del Centro e del Mezzogiorno d'Italia segnati da processi di industrializzazione, chiusure, ridimensionamenti o riconversioni produttive. In particolare, il progetto ha osservato etnograficamente le città di Manfredonia e Colleferro, accomunate dalle incertezze della transizione e dalla ricerca di immaginari di futuro alternativi rispetto al passato industriale.
Il PRIN Day si è concluso come occasione di dialogo aperto tra comunità accademica, territorio, sistema delle competenze e istituzioni, confermando il ruolo del DiSPS come spazio di produzione scientifica capace di leggere le trasformazioni sociali, culturali e politiche del presente.
L'iniziativa è stata curata dalla Commissione Ricerca del DiSPS, coordinata da Ingrid Salvatore, in collaborazione con la Commissione Terza Missione del Dipartimento, coordinata da Giuseppe Giordano.

