Una nuova e pesantissima bufera giudiziaria ha travolto il municipio di Castellammare di Stabia, determinando lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.
Per la seconda volta consecutiva, il Ministero dell'Interno ha decretato la fine prematura di un'esperienza amministrativa nella città delle acque, mandando a casa la giunta guidata dal giornalista Luigi Vicinanza, eletto nel giugno del 2024 a capo di un'ampia coalizione di centrosinistra.
Un episodio denunciato con forza dall'allora consigliere e oggi europarlamentare Sandro Ruotolo, che aprì un durissimo scontro politico e spinse i vertici dell'antimafia (tra cui il procuratore di Napoli Nicola Gratteri e il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo) a disporre l'amministrazione controllata per il club calcistico, ritenuto uno strumento d'influenza dei boss.
Il secondo filone d'indagine ha invece colpito direttamente l'aula consiliare di Palazzo Farnese, facendo emergere legami pericolosi che hanno coinvolto due eletti della maggioranza di Vicinanza. Sotto la lente degli inquirenti sono finiti l'ex consigliere Nino Di Maio — per via dei rapporti del figlio Vincenzo con il boss Pasquale D'Alessandro — e il medico odontoiatra Gennaro Oscurato, intercettato in conversazioni telefoniche con il cassiere della cosca Michele Abbruzzese e successivamente indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Mentre l'opposizione regionale, guidata dall'ex ministro Gennaro Sangiuliano, parla di esito scontato a fronte di gravi elementi di condizionamento criminale, l'ex primo cittadino Luigi Vicinanza ha espresso forte amarezza per lo scioglimento. Il giornalista ha rivendicato la scelta di non essersi dimesso prima e ha duramente attaccato l'ala più oltranzista del Partito Democratico guidato da Elly Schlein, accusando i vertici regionali dem di averlo isolato e delegittimato durante i mesi più difficili della consiliatura.
Per la seconda volta consecutiva, il Ministero dell'Interno ha decretato la fine prematura di un'esperienza amministrativa nella città delle acque, mandando a casa la giunta guidata dal giornalista Luigi Vicinanza, eletto nel giugno del 2024 a capo di un'ampia coalizione di centrosinistra.
Castellammare di Stabia: il Viminale azzera la giunta di Vicinanza
Il provvedimento, caldeggiato dal ministro Matteo Piantedosi ed eseguito dopo l'invio della commissione d'accesso dello scorso gennaio, scaturisce da due pesanti filoni d'indagine della Dda di Napoli. Il primo scandalo è esploso nel maggio del 2025 in occasione dei festeggiamenti sportivi della Juve Stabia in villa comunale, un evento pubblico in cui salirono sul palco elementi di spicco della criminalità organizzata locale riconducibili al clan D'Alessandro.Un episodio denunciato con forza dall'allora consigliere e oggi europarlamentare Sandro Ruotolo, che aprì un durissimo scontro politico e spinse i vertici dell'antimafia (tra cui il procuratore di Napoli Nicola Gratteri e il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo) a disporre l'amministrazione controllata per il club calcistico, ritenuto uno strumento d'influenza dei boss.
Il secondo filone d'indagine ha invece colpito direttamente l'aula consiliare di Palazzo Farnese, facendo emergere legami pericolosi che hanno coinvolto due eletti della maggioranza di Vicinanza. Sotto la lente degli inquirenti sono finiti l'ex consigliere Nino Di Maio — per via dei rapporti del figlio Vincenzo con il boss Pasquale D'Alessandro — e il medico odontoiatra Gennaro Oscurato, intercettato in conversazioni telefoniche con il cassiere della cosca Michele Abbruzzese e successivamente indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Mentre l'opposizione regionale, guidata dall'ex ministro Gennaro Sangiuliano, parla di esito scontato a fronte di gravi elementi di condizionamento criminale, l'ex primo cittadino Luigi Vicinanza ha espresso forte amarezza per lo scioglimento. Il giornalista ha rivendicato la scelta di non essersi dimesso prima e ha duramente attaccato l'ala più oltranzista del Partito Democratico guidato da Elly Schlein, accusando i vertici regionali dem di averlo isolato e delegittimato durante i mesi più difficili della consiliatura.

