A Salerno si consuma una rivoluzione medica senza precedenti per il Sud Italia nel contrasto al mieloma multiplo come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
L'azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona ha siglato un accordo strategico con la multinazionale farmaceutica Janssen-Cilag (gruppo Johnson & Johnson), che trasforma radicalmente la tempistica dei protocolli di cura. Non si aspetterà più il fallimento di tre o quattro terapie differenti: l'attacco frontale al tumore scatterà subito, già alla primissima manifestazione di recidiva della malattia.
Si stima che l'innovazione impatterà positivamente su una platea potenziale legata ai circa 500 nuovi casi diagnosticati ogni anno sul territorio regionale, azzerando la necessità per i pazienti di trasferirsi nei grandi hub ospedalieri del Centro-Nord.
Il cuore pulsante di questa svolta risiede nella manipolazione immunitaria avanzata. Attraverso la metodica CAR-T, i linfociti T del malato vengono prelevati e letteralmente riprogrammati in laboratori di bioingegneria per trasformarsi in killer selettivi delle cellule neoplastiche. Il professor Carmine Selleri ha evidenziato come l'utilizzo precoce di queste cellule ingegnerizzate, attuato quando le difese immunitarie dell'organismo non sono ancora stremate da cicli infiniti di cure, aumenti drasticamente l'efficacia del trattamento e riduca le resistenze del tumore.
Il polo di Salerno si impone così come uno dei soli sei centri in tutto il Mezzogiorno autorizzati a somministrare questo "farmaco vivente" fin dalla seconda linea terapeutica, forte anche delle certificazioni internazionali Jacie e del Centro Nazionale Trapianti.
L'azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona ha siglato un accordo strategico con la multinazionale farmaceutica Janssen-Cilag (gruppo Johnson & Johnson), che trasforma radicalmente la tempistica dei protocolli di cura. Non si aspetterà più il fallimento di tre o quattro terapie differenti: l'attacco frontale al tumore scatterà subito, già alla primissima manifestazione di recidiva della malattia.
A Salerno la svolta che stravolge la lotta al tumore del sangue
Il via libera burocratico porta la firma del direttore generale del Ruggi, Nicola Cantone, il quale ha formalizzato l'intesa contrattuale che blinda il primato della struttura salernitana in tutta la Campania. Questa accelerazione terapeutica sarà gestita operativamente dall'Unità operativa complessa di Ematologia e Centro Trapianti di Midollo Osseo, guidata dal professor Carmine Selleri.Si stima che l'innovazione impatterà positivamente su una platea potenziale legata ai circa 500 nuovi casi diagnosticati ogni anno sul territorio regionale, azzerando la necessità per i pazienti di trasferirsi nei grandi hub ospedalieri del Centro-Nord.
Il cuore pulsante di questa svolta risiede nella manipolazione immunitaria avanzata. Attraverso la metodica CAR-T, i linfociti T del malato vengono prelevati e letteralmente riprogrammati in laboratori di bioingegneria per trasformarsi in killer selettivi delle cellule neoplastiche. Il professor Carmine Selleri ha evidenziato come l'utilizzo precoce di queste cellule ingegnerizzate, attuato quando le difese immunitarie dell'organismo non sono ancora stremate da cicli infiniti di cure, aumenti drasticamente l'efficacia del trattamento e riduca le resistenze del tumore.
Il polo di Salerno si impone così come uno dei soli sei centri in tutto il Mezzogiorno autorizzati a somministrare questo "farmaco vivente" fin dalla seconda linea terapeutica, forte anche delle certificazioni internazionali Jacie e del Centro Nazionale Trapianti.

