Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste rafforza la battaglia contro le frodi nella filiera dell’olio e contro il falso Made in Italy. Una stretta che potrebbe interessare da vicino anche la provincia di Salerno, territorio strategico per produzioni agricole, frantoi, imprese olearie e traffici commerciali legati al porto.
Al termine della seduta della Cabina di regia sui controlli dell’Agroalimentare, istituita con la legge 75 del 2026, il ministro Francesco Lollobrigida ha annunciato un nuovo giro di vite per tutelare l’olio italiano, i consumatori e gli olivicoltori che rispettano le regole.
Controllati 5 milioni di chili di olio in dieci giorni
Il bilancio dell’operazione straordinaria di vigilanza è già significativo. In appena dieci giorni, l’Icqrf ha controllato 5 milioni di chili di olio e disposto sequestri per un valore complessivo pari a 10,3 milioni di euro.
Il messaggio del Ministero è chiaro: tolleranza zero verso chi prova a sfruttare il marchio italiano senza garantire qualità, origine e trasparenza del prodotto. L’obiettivo è colpire i comportamenti scorretti lungo tutta la filiera, dalle fasi industriali alla distribuzione, fino ai punti di ingresso delle merci.
Il porto di Salerno tra le aree da monitorare
Le nuove linee d’intervento prevedono un rafforzamento dei controlli congiunti su scala nazionale, con particolare attenzione a industrie, grande distribuzione organizzata e porti commerciali.
In questo scenario, anche lo scalo portuale di Salerno potrebbe assumere un ruolo centrale nelle verifiche. Il porto rappresenta infatti uno dei principali varchi d’ingresso delle merci nel Mezzogiorno e, per questo, potrebbe rientrare tra i punti maggiormente attenzionati dagli ispettori.
Tutela per Cilento e Piana del Sele
La stretta annunciata dal Ministero riguarda anche la difesa dei frantoi e delle produzioni di qualità. Un aspetto particolarmente rilevante per il Salernitano, dove il settore oleario ha radici profonde soprattutto nel Cilento e nella Piana del Sele.
In queste aree operano numerose aziende agricole esposte alla pressione della concorrenza sleale e alle distorsioni del mercato. Rafforzare i controlli significa quindi proteggere il lavoro dei produttori onesti e valorizzare le filiere locali legate all’olio extravergine.
Ispezioni in crescita sull’olio extravergine italiano
I numeri confermano un aumento dell’attività ispettiva. L’Icqrf ha registrato una crescita del 21,1% dei controlli sull’olio d’oliva rispetto al 2023, superando le 7.200 verifiche complessive nel corso del 2025.
Particolare attenzione è stata dedicata all’olio extravergine 100% italiano, segmento nel quale i controlli sono aumentati del 26,4%. Le verifiche hanno portato alla denuncia di 67 soggetti e all’ispezione di una quantità di prodotto superiore del 34% rispetto al passato.
Risorse per frantoi e imprese agricole
Accanto ai controlli, il Governo ha previsto risorse per sostenere il comparto e migliorare la competitività delle aziende. Nel triennio sono disponibili quasi 1,9 miliardi di euro, tra fondi del Pnrr, Piano nazionale complementare per l’ammodernamento dei frantoi e ulteriori 300 milioni previsti dal fondo ColtivaItalia, in fase di approvazione alla Camera.
Si tratta di misure pensate per rafforzare l’intera filiera, modernizzare gli impianti e rendere più efficiente il sistema produttivo.
Difendere l’olio italiano e i consumatori
La nuova campagna di controlli punta a proteggere uno dei prodotti simbolo della dieta mediterranea e dell’agroalimentare nazionale. Per sensibilizzare i cittadini sull’importanza dell’origine e della qualità, è partita anche una campagna pubblicitaria sulle reti Rai.
Per la provincia di Salerno, la stretta sulle frodi rappresenta una sfida e al tempo stesso un’opportunità: tutelare le produzioni locali, difendere i consumatori e valorizzare il lavoro delle imprese che investono davvero nella qualità dell’olio italiano.

