Il Partito Liberaldemocratico ha organizzato un presidio alla stazione di Salerno puntando i riflettori sui disagi quotidiani dei pendolari in Campania. La protesta si concentra sulla cancellazione di un progetto europeo che mirava a creare una società pubblica per l'acquisto e il noleggio di treni, favorendo la concorrenza attraverso la riduzione dei costi d'ingresso nel mercato. Lo riporta SalernoToday.
Al centro delle critiche c'è il passo indietro del Governo sul progetto che avrebbe consentito di dare vita a una società pubblica dedicata all'acquisto di treni da noleggiare ai gestori, con l'obiettivo di ridurre i costi d'ingresso nel settore e incentivare la concorrenza. "Il Governo ha fatto retromarcia, eliminando il progetto," prosegue la nota. "Tutti ormai chiamano questa vicenda il 'Caso ROSCO': un simbolo amaro di come l'Italia, pur avendo le risorse finanziarie a disposizione, rimanga impantanata in pastoie burocratiche e ritardi". La rinuncia ai fondi europei, sottolinea ancora il partito, finisce per mantenere intatta la posizione dominante del monopolio statale: "Senza un reale confronto tra aziende che competano per offrire servizi migliori – treni più puliti, più puntuali e dotati di maggiori comfort – saranno sempre i passeggeri a pagarne le conseguenze".
Disagi per i pendolari: protesta del Partito Liberaldemocratico alla stazione di Salerno
Il Partito Liberaldemocratico ha organizzato un'iniziativa presso la stazione ferroviaria di Salerno, puntando i riflettori sui disagi quotidiani dei pendolari in Campania e sulla decisione di cestinare il progetto "RoSCo" (Rolling Stock Company), parte integrante del PNRR e finanziato con 1,2 miliardi di euro. Tale azione si colloca in una più ampia campagna nazionale dedicata al miglioramento del trasporto pubblico locale. Nella comunicazione ufficiale diffusa dalla sezione salernitana del partito, si legge: "Il trasporto pubblico in Campania continua a creare notevoli difficoltà ai cittadini. Per questo motivo, ieri abbiamo scelto di incontrare i viaggiatori e i residenti negli spazi vicini alla stazione di Salerno per ascoltarli e condividere con loro le nostre proposte".Al centro delle critiche c'è il passo indietro del Governo sul progetto che avrebbe consentito di dare vita a una società pubblica dedicata all'acquisto di treni da noleggiare ai gestori, con l'obiettivo di ridurre i costi d'ingresso nel settore e incentivare la concorrenza. "Il Governo ha fatto retromarcia, eliminando il progetto," prosegue la nota. "Tutti ormai chiamano questa vicenda il 'Caso ROSCO': un simbolo amaro di come l'Italia, pur avendo le risorse finanziarie a disposizione, rimanga impantanata in pastoie burocratiche e ritardi". La rinuncia ai fondi europei, sottolinea ancora il partito, finisce per mantenere intatta la posizione dominante del monopolio statale: "Senza un reale confronto tra aziende che competano per offrire servizi migliori – treni più puliti, più puntuali e dotati di maggiori comfort – saranno sempre i passeggeri a pagarne le conseguenze".

