Un incendio di ingenti dimensioni ha distrutto la struttura di un'azienda del settore conserviero nel comune di Scafati.
L'episodio, verificatosi durante la serata di mercoledì nell'area compresa tra via Marra e la chiesa di Sant'Antonio Vecchio, ha scatenato la fibrillazione tra gli abitanti del quartiere, scesi in strada a causa del forte odore di plastica bruciata e delle coltri di fumo scuro che hanno avvolto l'intera zona come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Nel frattempo, i carabinieri appartenenti al Reparto Territoriale di Nocera Inferiore hanno avviato un'attività investigativa a tutto campo, ponendo sotto sequestro giudiziario il capannone su disposizione della Magistratura per permettere i rilevamenti tecnici. Gli inquirenti non escludono alcuna pista, lasciando aperta sia l'ipotesi del guasto accidentale sia quella del gesto doloso.
Il rogo ha rievocato la memoria di un precedente analogo avvenuto circa un anno fa a Scafati, quando le fiamme avvolsero un deposito di abbigliamento usato e materiale plastico, costringendo il vicinato a rimanere chiuso in casa per diversi giorni a causa dei miasmi tossici.
L'episodio, verificatosi durante la serata di mercoledì nell'area compresa tra via Marra e la chiesa di Sant'Antonio Vecchio, ha scatenato la fibrillazione tra gli abitanti del quartiere, scesi in strada a causa del forte odore di plastica bruciata e delle coltri di fumo scuro che hanno avvolto l'intera zona come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Scafati, capannone industriale in fiamme: fumo e paura tra i residenti
Per domare l'avanzata del fuoco e garantire la sicurezza pubblica, gli agenti della Polizia locale hanno provveduto a recintare l'area e a bloccare la circolazione stradale nelle arterie limitrofe, agevolando le complesse fasi di spegnimento e la successiva bonifica dei luoghi.Nel frattempo, i carabinieri appartenenti al Reparto Territoriale di Nocera Inferiore hanno avviato un'attività investigativa a tutto campo, ponendo sotto sequestro giudiziario il capannone su disposizione della Magistratura per permettere i rilevamenti tecnici. Gli inquirenti non escludono alcuna pista, lasciando aperta sia l'ipotesi del guasto accidentale sia quella del gesto doloso.
Il rogo ha rievocato la memoria di un precedente analogo avvenuto circa un anno fa a Scafati, quando le fiamme avvolsero un deposito di abbigliamento usato e materiale plastico, costringendo il vicinato a rimanere chiuso in casa per diversi giorni a causa dei miasmi tossici.

