La provincia di Salerno si riconferma l'area più critica della Campania per la qualità delle acque di balneazione secondo i dati del report 2026 di Goletta Verde.
Dei 12 punti monitorati da Legambiente lungo il litorale salernitano, ben 10 sono risultati oltre i limiti di legge per la presenza di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, un'emergenza che risente direttamente delle persistenti carenze nella depurazione e della contaminazione in corrispondenza delle foci dei fiumi.
Esito inquinato anche per le foci a Licinella di Capaccio, del Solofrone tra Capaccio e Agropoli e del canale a Centola. Solamente due punti hanno superato i test rientrando nei parametri di norma: la foce del Testene ad Agropoli e la spiaggia presso il rio Arena tra Castellabate e Montecorice.
Il quadro regionale complessivo registra il superamento dei limiti nel 48% dei 31 campioni prelevati in Campania. A complicare la situazione vi è la scarsa informazione sulla spiaggia, con assenza di cartelli sulla qualità dell'acqua nel 90% dei siti e cartelli di divieto di balneazione presenti solo in 5 punti.
I dati ARPAC relativi al 2025 indicano inoltre che il 53% degli impianti di depurazione controllati nel Salernitano è risultato non conforme, con 37 agglomerati della provincia ancora coinvolti in procedure d'infrazione comunitaria.
Legambiente e Goletta Verde sollecitano le amministrazioni a considerare la depurazione e l'ammodernamento delle reti fognarie una priorità assoluta per la tutela dell'ambiente e della salute pubblica.
Dei 12 punti monitorati da Legambiente lungo il litorale salernitano, ben 10 sono risultati oltre i limiti di legge per la presenza di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, un'emergenza che risente direttamente delle persistenti carenze nella depurazione e della contaminazione in corrispondenza delle foci dei fiumi.
Goletta Verde 2026, allarme in provincia di Salerno
Tra i punti classificati come fortemente inquinati rientrano, tra gli altri, la foce del Reginna Minor a Minori, la foce dell'Irno a Salerno, la foce del Picentino tra Salerno e Pontecagnano, la foce dell'Asa, del Tusciano, del canale di scarico a Eboli e la foce del rio in via Poseidonia a Capaccio Paestum.Esito inquinato anche per le foci a Licinella di Capaccio, del Solofrone tra Capaccio e Agropoli e del canale a Centola. Solamente due punti hanno superato i test rientrando nei parametri di norma: la foce del Testene ad Agropoli e la spiaggia presso il rio Arena tra Castellabate e Montecorice.
Il quadro regionale complessivo registra il superamento dei limiti nel 48% dei 31 campioni prelevati in Campania. A complicare la situazione vi è la scarsa informazione sulla spiaggia, con assenza di cartelli sulla qualità dell'acqua nel 90% dei siti e cartelli di divieto di balneazione presenti solo in 5 punti.
I dati ARPAC relativi al 2025 indicano inoltre che il 53% degli impianti di depurazione controllati nel Salernitano è risultato non conforme, con 37 agglomerati della provincia ancora coinvolti in procedure d'infrazione comunitaria.
Legambiente e Goletta Verde sollecitano le amministrazioni a considerare la depurazione e l'ammodernamento delle reti fognarie una priorità assoluta per la tutela dell'ambiente e della salute pubblica.

