Un nuovo capitolo giudiziario si apre per Daniela Santanchè. L’ex ministra e attuale senatrice di Fratelli d’Italia è al centro di un ulteriore procedimento che riguarda le società Ki Group Holding, Ki Group Srl e Bioera, nelle quali avrebbe ricoperto ruoli di amministrazione.
Si tratta di un filone diverso rispetto al dibattimento già in corso per il falso nei bilanci Visibilia e all’udienza preliminare sulla presunta truffa allo Stato legata ai contributi Covid. Al centro della nuova vicenda ci sono ipotesi di bancarotta e contestazioni relative ad alcuni finanziamenti pubblici e bancari.
Santanchè, nuovo processo in vista per l'ex ministra: bancarotta e truffa allo Stato tra le accuse
Secondo l’impianto accusatorio, Santanchè avrebbe concorso nella bancarotta di tre società: Ki Group Holding, Ki Group Srl e Bioera. Il nuovo procedimento coinvolge anche altri amministratori e sindaci delle società, chiamati a rispondere, a vario titolo, delle contestazioni mosse dagli inquirenti.
Le accuse dovranno comunque essere vagliate nelle sedi giudiziarie e resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. Tra le contestazioni figurano anche due finanziamenti ottenuti da Banca Progetto nel febbraio 2020.
Il primo sarebbe stato pari a 400mila euro, mentre il secondo, da 2 milioni di euro, sarebbe stato garantito all’80% dal Fondo centrale di garanzia. Secondo l’accusa, le somme erano state richieste per campagne di marketing ma sarebbero poi state utilizzate per trasferimenti verso società collegate del gruppo, in modo difforme rispetto alle finalità dichiarate al momento della richiesta.
Il prestito Invitalia e il credito d’imposta
Un altro punto del procedimento riguarda una contestazione di truffa aggravata allo Stato, riferita al marzo 2021. Secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato richiesto a Invitalia un prestito agevolato da 2,7 milioni di euro e sarebbe stato ottenuto anche un credito d’imposta da 600mila euro aggirando i requisiti previsti dalla legge.
Tra gli elementi contestati vi sarebbero anche attestazioni ritenute non veritiere sulla posizione della società e sull’assenza di condizioni ostative, comprese pendenze fiscali e contributive con lo Stato.
Un nuovo procedimento per l'ex ministra
Il nuovo filone giudiziario si aggiunge dunque agli altri procedimenti che già riguardano Daniela Santanchè. La vicenda, ora, si prepara ad arrivare a una nuova fase processuale. Saranno i giudici a valutare le contestazioni e a stabilire eventuali responsabilità, nel rispetto delle garanzie previste per tutti gli indagati.

