Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo disegno di legge sulla sicurezza, un provvedimento che introduce nuove disposizioni in materia di prevenzione del disagio giovanile, ordine pubblico, organizzazione delle Forze di polizia e funzionamento del Ministero dell’Interno.
Il testo, illustrato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, contiene una serie di misure già ribattezzate “anti maranza”, con particolare attenzione ai contesti della movida, alle baby gang, al possesso di oggetti pericolosi e alle situazioni considerate a rischio per la sicurezza pubblica.
Fermo preventivo esteso anche ai minorenni
Una delle novità principali riguarda l’estensione della disciplina del fermo preventivo anche ai minorenni. La misura potrà essere applicata nell’ambito di specifiche operazioni di polizia finalizzate alla prevenzione di reati che possano turbare l’ordine pubblico.
Il riferimento è soprattutto ai luoghi caratterizzati da grande afflusso di persone, come le zone della movida, dove potrebbero verificarsi condotte ritenute pericolose per la sicurezza pubblica.
Il ruolo della Polizia locale
Il ddl prevede anche un ampliamento delle possibilità di intervento per la Polizia locale. In determinate circostanze, anche i vigili urbani potranno essere coinvolti nell’applicazione delle misure di fermo preventivo.
L’obiettivo del Governo è rafforzare gli strumenti a disposizione delle autorità nei contesti urbani più delicati, dove la presenza di gruppi numerosi, il possesso di armi improprie o comportamenti minacciosi possono creare situazioni di rischio.
Stretta su coltelli e oggetti pericolosi
Il nuovo pacchetto sicurezza si inserisce nel solco delle misure già introdotte nei mesi precedenti contro le baby gang. Tra queste, la stretta sul porto ingiustificato di coltelli e oggetti atti a offendere.
Chi viene trovato fuori casa senza valido motivo con un coltello di almeno otto centimetri rischia pene più severe. Se il fatto avviene su mezzi pubblici, come treni o autobus, può scattare anche l’aggravante.
Lesioni agli agenti, procedibilità d’ufficio
Il ministro Piantedosi ha illustrato anche una modifica relativa alle lesioni personali ai danni di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’esercizio delle proprie funzioni.
Il ddl prevede la procedibilità d’ufficio, anche nei casi di lesioni lievi o lievissime. Finora, per questo tipo di reato, la punibilità era legata alla presentazione della querela.
Avviso orale e divieto di aggregazione
Nel testo trova spazio anche una nuova ipotesi di avviso orale da parte del questore, accompagnata dal divieto di aggregazione.
La misura è pensata per persone che, in contesti come quelli della movida, possono dare luogo a situazioni considerate una grave minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Arresto differito per danneggiamento
Il provvedimento interviene anche sul reato di danneggiamento. Viene infatti estesa la possibilità di arresto differito in flagranza, come arresto facoltativo, nei casi in cui il danneggiamento venga commesso da gruppi composti da più di cinque persone.
La misura punta a rafforzare gli strumenti di intervento nei casi di disordini, devastazioni o danneggiamenti collettivi.
Risarcimento escluso in caso di reazione a un reato
Nel ddl è prevista anche una modifica al codice civile che esclude la possibilità di risarcimento del danno nei casi in cui il danno sia collegato a una reazione della vittima mentre subisce un reato.
Il ministro e della reazione della persona aggredita. Resta possibile unha citato come esempio il caso di una rapina in abitazionea valutazione penale su eventuali eccessi, ma il testo punta a escludere il risarcimento civile nei confronti di chi stava commettendo il reato.
Un provvedimento destinato al confronto parlamentare
Il ddl sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri dovrà ora seguire il normale iter parlamentare. Le misure annunciate aprono già un confronto politico destinato a proseguire nelle prossime settimane, soprattutto sui temi del fermo preventivo, del coinvolgimento dei minorenni e dei nuovi poteri attribuiti agli operatori impegnati nella gestione dell’ordine pubblico.

