Un calvario sanitario da brividi ha travolto un adolescente di 15 anni, costretto a vagare per mezza regione con una gravissima frattura scomposta al braccio prima di trovare un posto letto.
A sollevare il velo su questo clamoroso caso di disorganizzazione della rete d'emergenza è il sindacato Nursind di Salerno, guidato dal segretario generale Biagio Tomasco, che ha formalizzato un esposto-denuncia inviato ai vertici dell'Asl, alla Regione Campania e alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania.
La madre, rimasta sola e senza il supporto di un'ambulanza protetta, è costretta a trasportare il figlio a Napoli a proprie spese, tra treni e taxi. Respinto dal Santobono a notte fonda, il quindicenne viene dirottato al "Cardarelli", dove gli viene offerto un ricovero in barella, in un corridoio affollato da adulti; una sistemazione degradante che spinge la madre a firmare le dimissioni. La domenica mattina ricomincia il pellegrinaggio: prima tappa all'ospedale "Ruggi" di Salerno, dove viene eseguita una nuova radiografia e un'ingessatura, ma non ci sono letti disponibili.
Solo nel pomeriggio, a quasi due giorni dall'incidente, il ragazzo riesce finalmente a ottenere un ricovero nel reparto di Ortopedia di Vallo della Lucania, dove ora attende di essere operato. Il Nursind attacca duramente i vertici della sanità campana parlando di un "fallimento totale del sistema" e chiede alla magistratura di accertare le precise responsabilità di questo assurdo scaricabarile.
A sollevare il velo su questo clamoroso caso di disorganizzazione della rete d'emergenza è il sindacato Nursind di Salerno, guidato dal segretario generale Biagio Tomasco, che ha formalizzato un esposto-denuncia inviato ai vertici dell'Asl, alla Regione Campania e alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania.
Quindici anni e un braccio spezzato, l'odissea di un ragazzino in Cilento
L'incubo della famiglia ha inizio alle 22:30 di un venerdì, quando il giovane cade fratturandosi l'arto. La centrale operativa del 118 segnala subito la totale assenza di ortopedici in servizio negli ospedali di Sapri e Vallo della Lucania. Portato al pronto soccorso di Sapri, il minorenne riceve solo una manovra d'urgenza (senza radiografia) e il medico di turno ordina il trasferimento al polo pediatrico "Santobono" di Napoli. Il personale del nosocomio salernitano insiste nel mandarlo lì, nonostante la struttura napoletana avesse già avvertito al telefono di non poterlo accogliere, poiché lo statuto del Santobono limita i ricoveri ai minori entro i 14 anni d'età.La madre, rimasta sola e senza il supporto di un'ambulanza protetta, è costretta a trasportare il figlio a Napoli a proprie spese, tra treni e taxi. Respinto dal Santobono a notte fonda, il quindicenne viene dirottato al "Cardarelli", dove gli viene offerto un ricovero in barella, in un corridoio affollato da adulti; una sistemazione degradante che spinge la madre a firmare le dimissioni. La domenica mattina ricomincia il pellegrinaggio: prima tappa all'ospedale "Ruggi" di Salerno, dove viene eseguita una nuova radiografia e un'ingessatura, ma non ci sono letti disponibili.
Solo nel pomeriggio, a quasi due giorni dall'incidente, il ragazzo riesce finalmente a ottenere un ricovero nel reparto di Ortopedia di Vallo della Lucania, dove ora attende di essere operato. Il Nursind attacca duramente i vertici della sanità campana parlando di un "fallimento totale del sistema" e chiede alla magistratura di accertare le precise responsabilità di questo assurdo scaricabarile.

