Violenze e insulti razzisti contro gli alunni a Sant'Antimo: una maestra è stata sospesa grazie alle prove raccolte dalle telecamere di videosorveglianza. È questo il risultato della decisione presa dalla procura di Napoli Nord, guidata da Domenico Airoma
Il provvedimento è frutto dell’indagine avviata dalla procura di Napoli Nord, sotto la direzione del procuratore Domenico Airoma, che ha seguito con attenzione l’inchiesta condotta dagli agenti del commissariato di Frattamaggiore, diretti dal vicequestore Nicola Donadio. Questa mattina la notifica di sospensione è stata ufficializzata alla docente protagonista delle vessazioni.
Le prove raccolte grazie a telecamere nascoste installate in aula sono state decisive per ricostruire i fatti. Fondamentale anche la collaborazione delle madri degli alunni, che hanno scelto di agire nel rispetto della legge senza ricorrere a proteste o azioni violente, affidandosi pienamente alle autorità competenti del commissariato di Polizia.
Sant’Antimo, violenze e insulti razzisti contro gli alunni: maestra sospesa grazie alle telecamere
Una situazione inquietante legata all’ambiente scolastico è finalmente giunta a una conclusione. Maltrattamenti fisici e psicologici, accompagnati da insulti a sfondo razzista nei confronti degli alunni di una scuola elementare di Sant’Antimo, hanno portato alla sospensione, per un anno, della maestra accusata di tali atti. Una figura che invece di educare si era trasformata in un’aguzzina per i suoi piccoli studenti. Ora i bambini potranno tornare in classe con maggiore serenità.Il provvedimento è frutto dell’indagine avviata dalla procura di Napoli Nord, sotto la direzione del procuratore Domenico Airoma, che ha seguito con attenzione l’inchiesta condotta dagli agenti del commissariato di Frattamaggiore, diretti dal vicequestore Nicola Donadio. Questa mattina la notifica di sospensione è stata ufficializzata alla docente protagonista delle vessazioni.
Le prove raccolte grazie a telecamere nascoste installate in aula sono state decisive per ricostruire i fatti. Fondamentale anche la collaborazione delle madri degli alunni, che hanno scelto di agire nel rispetto della legge senza ricorrere a proteste o azioni violente, affidandosi pienamente alle autorità competenti del commissariato di Polizia.

