Per anni costretto a trasferte forzate poi la dialisi a casa con il tempo segnato dal ticchettio di un macchinario ed infine la telefonata che gli ha cambiato la vita. Questa è la storia a lieto fine di un residente di Sant'Angelo a Fasanella. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Un calvario durato anni visto che l'uomo doveva sottoporsi alle tre sedute settimanali di dialisi presso l'ospedale di Eboli che significava un viaggio di oltre un'ora di auto all'andata e altrettanto al ritorno, percorrendo strade tortuose. Poi grazie al progetto coordinato dal reparto di Nefrologia di Eboli, diretto da Giuseppe Gigliotti, l'ospedale è andato dal paziente
«Il rene artificiale domiciliare è una tecnologia che abbiamo fortemente voluto per umanizzare le cure - spiega Gennaro Sosto - Portiamo le procedure direttamente a casa. La casa come primo luogo di cura non può essere un semplice slogan, ma un modello di assistenza territoriale che vede i nostri professionisti in prima linea anche nelle zone meno servite».
"Paziente zero", dialisi a casa poi il trapianto riuscito di rene: la storia di un residente di Sant'Angelo a Fasanella
Per anni costretto a trasferte forzate poi la dialisi a casa con il tempo segnato dal ticchettio di un macchinario ed infine la telefonata che gli ha cambiato la vita. Questa è la storia a lieto fine di un residente di Sant'Angelo a Fasanella che racconta di una sanità che ancora riesce a non lasciare indietro nessuno. A.T. è il paziente zero dell'Asl Salerno ovvero il primo ad aver beneficiato del servizio di emodialisi domiciliare. Un percorso durato diversi mesi che lo ha protetto e preparato al trapianto di rene. La scorsa settimana, l'equipe medica lo ha telefonato per sottoporlo all'intervento che è perfettamente riuscito, l'organo ha ripreso immediatamente a funzionare.Un calvario durato anni visto che l'uomo doveva sottoporsi alle tre sedute settimanali di dialisi presso l'ospedale di Eboli che significava un viaggio di oltre un'ora di auto all'andata e altrettanto al ritorno, percorrendo strade tortuose. Poi grazie al progetto coordinato dal reparto di Nefrologia di Eboli, diretto da Giuseppe Gigliotti, l'ospedale è andato dal paziente
«Il rene artificiale domiciliare è una tecnologia che abbiamo fortemente voluto per umanizzare le cure - spiega Gennaro Sosto - Portiamo le procedure direttamente a casa. La casa come primo luogo di cura non può essere un semplice slogan, ma un modello di assistenza territoriale che vede i nostri professionisti in prima linea anche nelle zone meno servite».

