Si è spento presso l'ospedale Ruggi di Salerno il giovane lavoratore indiano Paul Neeraj. La sua storia, emersa grazie a una denuncia giornalistica di Gaetano Amatruda, è il racconto brutale di un’esistenza consumata ai margini della società e conclusasi nel reparto di rianimazione, nonostante gli sforzi disperati di medici e infermieri per salvarlo da uno shock settico irreversibile.
Questa tragedia riaccende i riflettori sulla piaga del caporalato e delle zone d'ombra che circondano il settore agricolo nel Salernitano e nelle aree limitrofe. Paul Neeraj è morto perché reso invisibile da un’ingiustizia che trasforma i corpi dei lavoratori in merce deteriorabile. Il suo decesso, avvenuto in solitudine tra le mura di un ospedale che ha cercato di restituirgli la dignità che gli era stata negata fuori, resta un atto d'accusa contro un'economia che troppo spesso si nutre di sfruttamento e indifferenza.
Tragedia al Ruggi di Salerno: addio a Paul Neeraj
La morte di Neeraj non è però solo l’esito di un quadro clinico drammatico, ma il risultato di un sistema che lo ha reso vulnerabile e, infine, sacrificabile. Arrivato al pronto soccorso del Ruggi in condizioni disperate, era stato abbandonato davanti all’ingresso da chi lo aveva utilizzato come forza lavoro, privo di assistenza e di identità fino al momento del ricovero. Medici e tecnici della camera iperbarica e dell’infettivologia hanno lottato per giorni, ma il suo fisico era ormai logorato da condizioni di vita e di impiego incompatibili con la dignità umana.Questa tragedia riaccende i riflettori sulla piaga del caporalato e delle zone d'ombra che circondano il settore agricolo nel Salernitano e nelle aree limitrofe. Paul Neeraj è morto perché reso invisibile da un’ingiustizia che trasforma i corpi dei lavoratori in merce deteriorabile. Il suo decesso, avvenuto in solitudine tra le mura di un ospedale che ha cercato di restituirgli la dignità che gli era stata negata fuori, resta un atto d'accusa contro un'economia che troppo spesso si nutre di sfruttamento e indifferenza.

