Nuove risorse per rafforzare la sanità territoriale in Campania. Con il via libera della Conferenza Stato-Regioni allo schema di decreto del Ministero della Salute, la regione potrà contare su circa 23 milioni di euro destinati all’acquisto di apparecchiature e dotazioni per le Case di Comunità.
L’obiettivo è rendere queste strutture sempre più funzionali e capaci di offrire servizi sanitari di prossimità, riducendo la pressione sugli ospedali e migliorando la presa in carico dei cittadini.
Le nuove apparecchiature per le Case di Comunità
I fondi assegnati alla Campania serviranno ad acquistare strumenti fondamentali per l’attività sanitaria quotidiana.
Tra le dotazioni previste ci sono ecografi, elettrocardiografi, spirometri, sistemi informatici collegati al Fascicolo sanitario elettronico, materiali per gli screening e attrezzature necessarie alla corretta gestione dei rifiuti sanitari.
Si tratta di strumenti indispensabili per trasformare le Case di Comunità in presidi realmente operativi e non soltanto in spazi fisici aperti sul territorio.
Il punto sulle strutture attive
Secondo il monitoraggio aggiornato a giugno 2026, in Campania risultano attive 136 Case di Comunità sulle 171 previste, pari a circa l’80% dell’obiettivo fissato dal Pnrr.
Sono inoltre operative 26 strutture su 47 Ospedali di Comunità e 63 Centrali operative territoriali, chiamate a coordinare dimissioni protette, assistenza domiciliare e percorsi di cura per i pazienti.
Il nodo della piena funzionalità
Il tema, però, non riguarda soltanto il numero delle strutture realizzate. La vera sfida è renderle pienamente funzionanti.
Come evidenziato anche dai rappresentanti della medicina generale, avere edifici disponibili non basta: servono personale, attrezzature, organizzazione e servizi capaci di rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini.
In molti casi, infatti, le Case di Comunità sarebbero utilizzate soprattutto per attività amministrative, senza riuscire ancora a garantire pienamente le funzioni previste dal Pnrr: apertura continuativa, prevenzione, screening, assistenza ai pazienti cronici e presa in carico delle persone fragili.
Un passo avanti per la medicina di prossimità
L’arrivo dei 23 milioni rappresenta dunque un passaggio importante per dare maggiore sostanza al modello della sanità territoriale.
Le Case di Comunità dovrebbero diventare il primo punto di riferimento tra cittadini, medici di famiglia e ospedali, offrendo risposte più rapide, accessibili e diffuse sul territorio.
La dotazione tecnologica potrà contribuire a migliorare diagnosi, monitoraggio e continuità assistenziale, soprattutto per anziani, pazienti cronici e persone con difficoltà di accesso alle strutture ospedaliere.
La sfida ora è completare il modello
Il finanziamento apre una fase decisiva: dopo la realizzazione o l’attivazione delle strutture, occorre riempirle di servizi, professionisti e strumenti.
Solo così le Case di Comunità potranno diventare davvero il cuore della medicina territoriale campana, garantendo cure più vicine ai cittadini e un collegamento più efficace tra territorio e ospedale.

