A Salerno inizia il mese dedicato al Santo Patrono San Matteo. Monsignor Raimo durante l'alzata del panno: "La tradizione deve dialogare con il presente". Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
La celebrazione è iniziata con una messa nella cripta del duomo, celebrata da don Felice Moliterno alla presenza dei portatori delle statue dei santi. Alla fine della funzione, il corteo ha lasciato la chiesa, accompagnato dalla banda "Musikè" di Pellezzano, e ha percorso via Roberto il Guiscardo. Con passo solenne, i portatori hanno trasportato il telo raffigurante San Matteo, protagonista di un evento leggendario del 1534 in cui una tempesta scatenata avrebbe salvato Salerno dai saraceni. La processione è culminata con l'ingresso nel quadriportico tra il suono festoso delle campane e il panno issato lungo la facciata interna del duomo tra gli applausi.
Monsignor Raimo ha invitato a non fermarsi al simbolismo del rito. Ha esortato tutti a "sollevare lo sguardo", affrontare i problemi senza esserne definiti, sostenere i giovani nella costruzione del loro futuro e aiutare le persone in difficoltà. Ha sottolineato che una città è forte solo quando si prende cura dei suoi membri più deboli. In un tempo in cui molte cose ci spingono a tenere lo sguardo basso, monsignor Raimo invita a sfidare questa tendenza.
Alla celebrazione sono intervenute numerose autorità civili e militari, tra cui il vicesindaco Giovanni Savastano. Monsignor Raimo ha chiesto di superare le divisioni e di guardare oltre le preoccupazioni quotidiane, l'incertezza del futuro e la solitudine che affligge molte persone. La fede, secondo lui, non offre soluzioni facili ma chiede di considerare altri orizzonti. Imparare da San Matteo significa trovare la forza di alzare lo sguardo nonostante le difficoltà, proponendo un modello di vita che possa proteggere Salerno e suggerire una visione diversa.
San Matteo a Salerno, l'alzata del panno: "La tradizione deve dialogare con il presente"
Salerno volge lo sguardo verso l’alto con l'inizio del mese dedicato a San Matteo. Monsignor Raimo, durante la cerimonia dell'alzata del panno, afferma che "la tradizione deve dialogare con il presente". L'evento presieduto da Monsignor Alfonso Raimo, vescovo ausiliare di Salerno-Campagna-Acerno, si è svolto nel quadriportico della cattedrale di Salerno. Il rito, che si tiene esattamente un mese prima della festa patronale del 21 settembre, viene spiegato dal pastore come un atto semplice ma profondamente significativo per i salernitani. Monsignor Raimo porta il saluto dell'arcivescovo Bellandi, impegnato in un pellegrinaggio al Santuario di Fatima.La celebrazione è iniziata con una messa nella cripta del duomo, celebrata da don Felice Moliterno alla presenza dei portatori delle statue dei santi. Alla fine della funzione, il corteo ha lasciato la chiesa, accompagnato dalla banda "Musikè" di Pellezzano, e ha percorso via Roberto il Guiscardo. Con passo solenne, i portatori hanno trasportato il telo raffigurante San Matteo, protagonista di un evento leggendario del 1534 in cui una tempesta scatenata avrebbe salvato Salerno dai saraceni. La processione è culminata con l'ingresso nel quadriportico tra il suono festoso delle campane e il panno issato lungo la facciata interna del duomo tra gli applausi.
Monsignor Raimo ha invitato a non fermarsi al simbolismo del rito. Ha esortato tutti a "sollevare lo sguardo", affrontare i problemi senza esserne definiti, sostenere i giovani nella costruzione del loro futuro e aiutare le persone in difficoltà. Ha sottolineato che una città è forte solo quando si prende cura dei suoi membri più deboli. In un tempo in cui molte cose ci spingono a tenere lo sguardo basso, monsignor Raimo invita a sfidare questa tendenza.
Alla celebrazione sono intervenute numerose autorità civili e militari, tra cui il vicesindaco Giovanni Savastano. Monsignor Raimo ha chiesto di superare le divisioni e di guardare oltre le preoccupazioni quotidiane, l'incertezza del futuro e la solitudine che affligge molte persone. La fede, secondo lui, non offre soluzioni facili ma chiede di considerare altri orizzonti. Imparare da San Matteo significa trovare la forza di alzare lo sguardo nonostante le difficoltà, proponendo un modello di vita che possa proteggere Salerno e suggerire una visione diversa.

