A Salerno l'Azienda Ospedaliero-Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona attiva un percorso innovativo per affiancare i trattamenti clinici tradizionali come riportato dal quotidiano Il Mattino.
Con l'iniziativa intitolata "La bellezza che cura", ideata dall'associazione "Noi Donne soprattutto", il reparto di Oncologia apre le porte a un servizio di estetica oncologica pensato per tutelare l'identità e il benessere psicofisico delle pazienti affette da neoplasie.
Come spiegato dalla presidente dell'associazione fautrice dell'opera, Veronica Carratù, il reperimento dei cosmeceutici specifici è stato possibile anche grazie al contributo dell'Ammi, creando una rete solidale tra il personale sanitario, le strutture del territorio e la cittadinanza.
L'impatto positivo dell'immagine esteriore sul morale delle pazienti è stato confermato dal primario del reparto di Oncologia, Stefano Pepe, che ha evidenziato come il recupero della percezione del proprio corpo faciliti l'adesione ai percorsi terapeutici più complessi. L'attività si strutturerà in un punto d'ascolto settimanale accessibile tramite prenotazione, dove le degenti potranno ricevere consulenze personalizzate su prodotti e cura della pelle.
All'inaugurazione hanno preso parte anche il direttore generale del nosocomio, Nicola Cantone, e l'assessore alla Medicina Territoriale del Comune, Paky Memoli, i quali hanno ribadito l'importanza di integrare le alte specializzazioni cliniche con strategie di umanizzazione dei percorsi di cura.
Con l'iniziativa intitolata "La bellezza che cura", ideata dall'associazione "Noi Donne soprattutto", il reparto di Oncologia apre le porte a un servizio di estetica oncologica pensato per tutelare l'identità e il benessere psicofisico delle pazienti affette da neoplasie.
Salerno, estetica oncologica all'ospedale Ruggi
Il programma avvale del contributo specialistico dell'Associazione Professionale di Estetica Oncologica (Apeo), organizzazione attiva nella formazione di operatrici in grado di intervenire in sicurezza su epidermidi rese fragili dalle terapie.Come spiegato dalla presidente dell'associazione fautrice dell'opera, Veronica Carratù, il reperimento dei cosmeceutici specifici è stato possibile anche grazie al contributo dell'Ammi, creando una rete solidale tra il personale sanitario, le strutture del territorio e la cittadinanza.
L'impatto positivo dell'immagine esteriore sul morale delle pazienti è stato confermato dal primario del reparto di Oncologia, Stefano Pepe, che ha evidenziato come il recupero della percezione del proprio corpo faciliti l'adesione ai percorsi terapeutici più complessi. L'attività si strutturerà in un punto d'ascolto settimanale accessibile tramite prenotazione, dove le degenti potranno ricevere consulenze personalizzate su prodotti e cura della pelle.
All'inaugurazione hanno preso parte anche il direttore generale del nosocomio, Nicola Cantone, e l'assessore alla Medicina Territoriale del Comune, Paky Memoli, i quali hanno ribadito l'importanza di integrare le alte specializzazioni cliniche con strategie di umanizzazione dei percorsi di cura.

