L'indagine sul drammatico intervento di trapianto cardiaco eseguito lo scorso 23 dicembre 2025 sul piccolo Domenico Caliendo all'ospedale Monaldi di Napoli si arricchisce di nuovi e pesanti elementi.
La Procura ha depositato gli atti in vista dell'udienza fissata per l'11 settembre davanti al Tribunale del Riesame, chiamato a pronunciarsi sull'istanza presentata dai legali del primario Guido Oppido e della seconda operatrice Emma Bergonzoni contro le misure interdittive – della durata rispettivamente di un anno e di sette mesi – emesse a luglio con l'accusa di falso.
Nella versione definitiva, al contrario, tali passaggi sarebbero stati modificati introducendo una nuova tempistica e un racconto in cui le operazioni sequenziali diventano simultanee, facendo coincidere l'apertura del contenitore con l'avvio dell'intervento sul piccolo per rientrare nei parametri della scheda anestesiologica e dell'orario di clampaggio aortico.
La famiglia del bambino, assistita dall'avvocato Francesco Petruzzi, denuncia una deliberata alterazione della cronologia dei fatti finalizzata a eludere le responsabilità mediche. All'udienza del prossimo undici settembre i difensori degli indagati – gli avvocati Alfredo Sorge, Vittorio Manes e Vincenzo Maiello – avranno modo di replicare alle contestazioni della Procura e di esporre la versione difensiva dei due sanitari.
La Procura ha depositato gli atti in vista dell'udienza fissata per l'11 settembre davanti al Tribunale del Riesame, chiamato a pronunciarsi sull'istanza presentata dai legali del primario Guido Oppido e della seconda operatrice Emma Bergonzoni contro le misure interdittive – della durata rispettivamente di un anno e di sette mesi – emesse a luglio con l'accusa di falso.
Tre versioni del referto e chat sotto accusa: nuova svolta sul piccolo Domenico
Al centro degli accertamenti della magistratura ci sono le chat WhatsApp estratte dai telefoni cellulari dell'équipe medica, dalle quali emergerebbero tre differenti stesure del verbale operatorio. Secondo l'impianto accusatorio, le prime due bozze non prospettavano alcuna contestualità tra l'apertura del box termico da parte dell'équipe di prelievo proveniente da Bolzano e l'inizio della cardiectomia sul bambino, limitandosi a menzionare un guasto nel trasporto («failure del trasporto») e il danneggiamento dell'organo a causa del ghiaccio secco.Nella versione definitiva, al contrario, tali passaggi sarebbero stati modificati introducendo una nuova tempistica e un racconto in cui le operazioni sequenziali diventano simultanee, facendo coincidere l'apertura del contenitore con l'avvio dell'intervento sul piccolo per rientrare nei parametri della scheda anestesiologica e dell'orario di clampaggio aortico.
La famiglia del bambino, assistita dall'avvocato Francesco Petruzzi, denuncia una deliberata alterazione della cronologia dei fatti finalizzata a eludere le responsabilità mediche. All'udienza del prossimo undici settembre i difensori degli indagati – gli avvocati Alfredo Sorge, Vittorio Manes e Vincenzo Maiello – avranno modo di replicare alle contestazioni della Procura e di esporre la versione difensiva dei due sanitari.

