La carenza di sangue all’ospedale Ruggi di Salerno riaccende il dibattito sull’organizzazione delle donazioni. Proprio mentre il presidio ospedaliero è alle prese con una fase delicata per le scorte ematiche, alcuni cittadini che avrebbero voluto donare nel fine settimana hanno trovato il Centro trasfusionale chiuso.
Una circostanza che ha generato malumore tra i donatori, soprattutto alla luce degli appelli diffusi nei giorni scorsi e della necessità, per l’azienda ospedaliera, di preservare le sacche disponibili per emergenze e codici rossi.
La segnalazione dei donatori
A sollevare il caso sono stati alcuni cittadini che si sono recati in ospedale nella mattinata di domenica con l’intenzione di donare il sangue.
Uno di loro ha raccontato di essersi presentato insieme alla moglie, trovando però i locali chiusi. La domenica, per molti lavoratori, rappresenta l’unico momento libero della settimana per poter rispondere agli appelli alla donazione.
Da qui la critica: in una fase di emergenza sangue, secondo i donatori, sarebbe utile rendere più accessibili i punti di raccolta anche nei giorni festivi, così da favorire la partecipazione di chi durante la settimana non riesce a recarsi in ospedale.
Gli orari ordinari del Centro trasfusionale
Il Centro trasfusionale del Ruggi osserva normalmente l’orario di apertura dal lunedì al sabato, dalle 8:00 alle 12:00.
Le aperture domenicali non rientrano nella programmazione ordinaria, ma vengono previste soltanto in occasione di specifiche giornate di raccolta, organizzate e autorizzate in collaborazione con enti e associazioni di volontariato.
La richiesta: più flessibilità nei momenti critici
La spiegazione organizzativa, però, non chiude il confronto. La questione sollevata dai cittadini riguarda soprattutto la possibilità di prevedere aperture straordinarie nei periodi di maggiore necessità.
L’auspicio dei donatori è che, in presenza di una carenza di sangue accertata, si possa valutare una maggiore flessibilità, anche con turni domenicali, per consentire a più persone di contribuire concretamente.
Il tema resta dunque aperto: da un lato le esigenze organizzative del servizio, dall’altro la disponibilità dei cittadini a donare in un momento in cui ogni sacca può fare la differenza.

