La gestione del ripascimento del litorale a Salerno si trasforma in un caso politico e ambientale di massima gravità, focalizzato sull'arenile di Universo Beach, recentemente sequestrato e interdetto al pubblico. Le analisi tecniche hanno infatti confermato la presenza di pesanti anomalie nei sedimenti scaricati sulla spiaggia, portando al blocco immediato dei lavori e all'avvio di un monitoraggio straordinario sulla costa del comune capoluogo.
L'esponente della giunta regionale ha tracciato un quadro drammatico sull'impatto dell'intervento, evidenziando come il danno all'ecosistema marino sia purtroppo già effettivo e tangibile. I materiali non idonei sversati sull'arenile salernitano hanno compromesso irrimediabilmente la storicità del sito, che fino alla scorsa stagione rappresentava un'area protetta e accertata per la riproduzione e la deposizione delle uova da parte delle tartarughe marine della specie Caretta caretta.
L'assessora Claudia Pecoraro ha escluso categoricamente soluzioni di ripiego, definendo illusoria qualsiasi ipotesi di miscelazione o correzione della sabbia contaminata: l'unica strada percorribile resta la rimozione integrale di tutti i sedimenti anomali a spese dei responsabili, per poi procedere a un nuovo e corretto ripascimento.
Per il futuro delle coste campane, l'assessorato sta già studiando un nuovo protocollo d'intesa in linea con i parametri dell'Unione Europea, che prevede il divieto di materiali artificiali e il recupero esclusivo di sabbie naturali pulite, come i sedimenti vulcanici custoditi all'interno delle antiche briglie borboniche del Vesuvio e i depositi accumulati nei principali bacini idrografici regionali.
Salerno, l'assessora Pecoraro ordina la rimozione totale dei materiali a Universo Beach
Sulla vicenda è intervenuta direttamente l'assessora all'Ambiente della Regione Campania, Claudia Pecoraro, confermando che il commissario straordinario Panico ha già firmato la revoca immediata dell'appalto e la rescissione del contratto con l'azienda esecutrice per gravissime inadempienze contrattuali.L'esponente della giunta regionale ha tracciato un quadro drammatico sull'impatto dell'intervento, evidenziando come il danno all'ecosistema marino sia purtroppo già effettivo e tangibile. I materiali non idonei sversati sull'arenile salernitano hanno compromesso irrimediabilmente la storicità del sito, che fino alla scorsa stagione rappresentava un'area protetta e accertata per la riproduzione e la deposizione delle uova da parte delle tartarughe marine della specie Caretta caretta.
L'assessora Claudia Pecoraro ha escluso categoricamente soluzioni di ripiego, definendo illusoria qualsiasi ipotesi di miscelazione o correzione della sabbia contaminata: l'unica strada percorribile resta la rimozione integrale di tutti i sedimenti anomali a spese dei responsabili, per poi procedere a un nuovo e corretto ripascimento.
Per il futuro delle coste campane, l'assessorato sta già studiando un nuovo protocollo d'intesa in linea con i parametri dell'Unione Europea, che prevede il divieto di materiali artificiali e il recupero esclusivo di sabbie naturali pulite, come i sedimenti vulcanici custoditi all'interno delle antiche briglie borboniche del Vesuvio e i depositi accumulati nei principali bacini idrografici regionali.

