Domenica 17 maggio, alle ore 10, alla vecchia darsena del porto commerciale di Salerno, in via Porto, si terrà una manifestazione promossa dagli ambientalisti di Italia Nostra e dal Comitato Salute e Vita. Al centro dell’iniziativa ci sono le preoccupazioni legate al masterplan del porto e ai possibili effetti sull’ambiente, sul paesaggio e sulle attività storiche dell’area.
Il nodo del masterplan del porto
Le associazioni contestano il progetto che punta a ridisegnare lo scalo marittimo salernitano, con particolare riferimento all’ampliamento del molo di levante verso la Costiera Amalfitana.
Secondo i promotori della manifestazione, l’intervento rischierebbe di tradursi in una nuova cementificazione della vecchia darsena, con conseguenze per l’equilibrio ambientale, il paesaggio e alcune attività economiche radicate nella storia del porto.
Preoccupazione per cantieristica e flotta tonniera
Tra i timori evidenziati ci sono anche quelli relativi alla tutela delle attività storiche della cantieristica e agli ormeggi della flotta tonniera.
Italia Nostra e Comitato Salute e Vita sostengono che eventuali trasformazioni invasive dell’area potrebbero danneggiare non solo l’ambiente, ma anche una parte importante dell’economia locale legata alla tradizione marittima salernitana.
L’appello ai candidati a sindaco
Alla manifestazione sono stati invitati i cittadini e i candidati a sindaco. A questi ultimi viene chiesto di assumere un impegno chiaro: bloccare, in caso di elezione, un progetto ritenuto dannoso per l’ambiente urbano di Salerno e per il contesto paesaggistico che guarda verso la Costiera Amalfitana, patrimonio Unesco.
Le associazioni chiedono inoltre attenzione anche sul progetto del Porticciolo di Pastena, considerato un ulteriore intervento capace di modificare in modo profondo l’antico borgo marinaro della zona orientale e il paesaggio del lungomare.
Paesaggio e identità della comunità
Nel documento che accompagna la mobilitazione viene richiamata anche la Convenzione europea del paesaggio, ratificata dall’Italia nel 2006, che riconosce il paesaggio come elemento essenziale della vita delle comunità, patrimonio culturale e naturale e fondamento dell’identità dei territori.
Per i promotori, dunque, la tutela del litorale non riguarda soltanto l’estetica urbana, ma il futuro stesso della città e il rapporto tra cittadini, mare e spazi pubblici.
Il tema dei fumi delle navi
La protesta si intreccia anche con il tema dell’inquinamento portuale. Italia Nostra ha segnalato al Comune e alla Polizia Municipale la presenza di fumi e gas di scarico provenienti dalle navi, una situazione che, secondo le denunce, costringerebbe alcuni residenti a restare in casa per evitare l’aria pesante.
Negli ultimi anni il porto di Salerno ha registrato una crescita dei traffici marittimi e del settore crocieristico. Tuttavia, proprio le grandi navi rappresentano una delle principali criticità ambientali quando restano in rada o in banchina con i motori accesi per garantire energia a bordo.
Sostenibilità e nuove tecnologie
Secondo gli ambientalisti, lo sviluppo del porto dovrà necessariamente essere accompagnato da misure capaci di ridurre l’impatto ambientale sull’area urbana.
Tra le possibili soluzioni viene indicata la tecnologia Shore-to-Ship, che consente alle navi ormeggiate di collegarsi alla rete elettrica locale, evitando di mantenere i motori accesi durante la sosta.
Un intervento di questo tipo, insieme all’entrata in esercizio delle gallerie di Salerno Porta Ovest, potrebbe contribuire a migliorare il rapporto tra porto, città e ambiente.

