Al Ruggi di Salerno la riabilitazione guarda al futuro con il progetto di ricerca “Rehab-tech”, un percorso innovativo che mette insieme tecnologia, competenze cliniche e personalizzazione delle cure.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Azienda Ospedaliera Universitaria salernitana e il Dipartimento di Medicina dell’Università degli Studi di Salerno, con l’obiettivo di sperimentare nuovi modelli riabilitativi basati sull’interazione tra intelligenza artificiale, robotica, realtà virtuale e lavoro dei professionisti sanitari.
La nuova frontiera della riabilitazione
Il progetto è rivolto in particolare ai pazienti colpiti da ictus, che potranno essere inseriti in percorsi di riabilitazione robotica intensiva e in programmi sempre più calibrati sulle condizioni individuali.
A spiegare il valore dell’iniziativa è la professoressa Alessia Bramanti, docente MED-26/D del Dipartimento di Medicina UNISA, responsabile UOS Telemedicina AOU Ruggi e responsabile del progetto Rehab-tech.
Secondo Bramanti, la robotica applicata alla riabilitazione consente di costruire percorsi più efficaci, digitali e personalizzati, con l’obiettivo di migliorare gli esiti funzionali dei pazienti. Il progetto, finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del Programma Nazionale Fit4medrob, non intende sostituire il professionista sanitario, ma offrirgli strumenti avanzati per integrare e potenziare i trattamenti riabilitativi.
Il primo paziente già trattato al Ruggi
Al Ruggi è stato già trattato il primo paziente coinvolto nel programma: un uomo colpito da ictus, che ha manifestato soddisfazione per i risultati ottenuti e per il recupero fisico registrato durante il percorso.
Un primo caso che conferma le potenzialità del progetto e il valore della collaborazione tra ospedale e università.
Calabrese: “Programmi a misura di paziente”
La dottoressa Maria Consiglia Calabrese, posizione organizzativa Riabilitazione, ha evidenziato l’importanza di questo primo trattamento e della sinergia tra il Dipartimento di Medicina e il Ruggi.
Il progetto, spiega Calabrese, permette di costruire programmi fisioterapici realmente calibrati sulle esigenze del paziente, in linea con il principio della medicina di precisione.
Gruppo di studio e gruppo di controllo
Rehab-tech prevede il reclutamento di pazienti colpiti da ictus, che saranno suddivisi in due gruppi.
Il primo seguirà un percorso di riabilitazione robot-assistita e realtà virtuale, con l’utilizzo di tecnologie come tapis roulant dotati di sistemi di intelligenza artificiale integrata, capaci di ricostruire attraverso algoritmi i movimenti del paziente.
Il secondo gruppo seguirà invece una riabilitazione convenzionale. Il confronto tra i due percorsi consentirà di valutare l’efficacia delle metodiche innovative e la loro capacità di rispondere in modo più rapido e mirato ai bisogni dei pazienti.
Cantone: “Il Ruggi guarda a soluzioni innovative”
Il direttore generale del Ruggi, Nicola Cantone, sottolinea come Rehab-tech rappresenti una prova concreta della collaborazione tra Azienda Ospedaliera e Dipartimento di Medicina.
La strumentazione tecnologica acquisita con i fondi del progetto resterà patrimonio dell’Azienda e potrà quindi essere utilizzata a beneficio dei pazienti.
Cantone evidenzia inoltre che la presenza di metodiche avanzate, unite alla competenza degli operatori, crea condizioni migliori per la gestione dei percorsi di cura e per il benessere degli utenti.
Nuovi progetti in arrivo
Il direttore generale annuncia anche altri due importanti progetti che saranno presentati a fine estate, confermando il percorso di evoluzione dell’ospedale salernitano.
Nonostante le difficoltà logistiche, il Ruggi punta a rafforzare la propria capacità di innovazione, investendo in soluzioni tecnologiche e assistenziali capaci di migliorare la qualità delle cure.
Tecnologia e cura personalizzata
Rehab-tech segna dunque un passaggio importante per la riabilitazione al Ruggi di Salerno.
Robotica, intelligenza artificiale e realtà virtuale entrano nei percorsi terapeutici non come sostituti dell’uomo, ma come strumenti al servizio dei professionisti e dei pazienti, per costruire trattamenti più precisi, misurabili e adatti alle necessità di ciascuno.

