A Roscigno Vecchia torna il discusso festival dedicato alla caccia nel Parco del Cilento. Le associazioni ambientaliste annunciano controlli e attenzione durante la manifestazione. La rassegna è pronta a partire, alimentando un confronto ancora acceso sui limiti e sulla tutela delle aree protette della Campania. Lo riporta SalernoToday.
Sin dalla presentazione del festival, associazioni, attivisti e cittadini hanno contestato l’idea di promuovere una cultura legata alle armi e alla caccia, giudicandola una pratica ormai superata e fonte di sofferenza per gli animali. Secondo i promotori della protesta, tale impostazione sarebbe difficilmente conciliabile con i principi di tutela della fauna, rispetto degli animali e protezione degli ambienti naturali.
A esprimere perplessità sono state anche organizzazioni ambientaliste di lunga esperienza, tra cui WWF Italia e Italia Nostra, che hanno evidenziato quella che considerano una contraddizione sostanziale: promuovere un modello culturale associato all’abbattimento degli animali all’interno di un’area istituita proprio per salvaguardare la biodiversità.
La questione è arrivata anche all’attenzione del Parlamento, con la presentazione di un’interrogazione finalizzata ad approfondire la compatibilità della manifestazione con le normative europee in materia di tutela e conservazione della biodiversità.
Di fronte alle critiche, l’Ente Parco e gli organizzatori hanno difeso l’iniziativa, chiarendo che nei tre giorni della manifestazione non sarà praticata alcuna attività di caccia. Il programma, secondo quanto precisato, sarà invece dedicato a incontri e approfondimenti tecnici, gestione della fauna, interventi straordinari per il controllo della presenza dei cinghiali e promozione delle produzioni enogastronomiche delle aree interne.
Un ulteriore elemento riguarda la nuova locandina ufficiale, sulla quale non compare più il logo relativo al patrocinio dell’Ente Parco. Le spiegazioni fornite non hanno però convinto le associazioni e gli ambientalisti, che continuano a considerare problematico il collegamento tra tutela della biodiversità e mondo venatorio, ritenendo che il linguaggio utilizzato possa celare finalità prevalentemente commerciali.
Gli attivisti hanno annunciato che seguiranno con particolare attenzione lo svolgimento degli eventi. Intanto, “Cilento Selvaggio” è pronto a partire, mentre resta aperto un confronto destinato ad alimentare il dibattito sul ruolo delle aree protette, sui loro confini e sui principi etici che dovrebbero guidarne la gestione in Campania.
Roscigno Vecchia, via libera al discusso festival dedicato alla caccia nel Parco del Cilento
Le contestazioni esplose nei mesi estivi non hanno bloccato l’organizzazione di “Cilento Selvaggio”, la manifestazione che si prepara a inaugurare la sua prima edizione a Roscigno Vecchia. La conferma definitiva dell’appuntamento ha provocato nuove critiche da parte delle realtà ambientaliste, intenzionate a contrastare quella che ritengono un’iniziativa incompatibile con la salvaguardia degli animali e degli ecosistemi più fragili del territorio.Sin dalla presentazione del festival, associazioni, attivisti e cittadini hanno contestato l’idea di promuovere una cultura legata alle armi e alla caccia, giudicandola una pratica ormai superata e fonte di sofferenza per gli animali. Secondo i promotori della protesta, tale impostazione sarebbe difficilmente conciliabile con i principi di tutela della fauna, rispetto degli animali e protezione degli ambienti naturali.
A esprimere perplessità sono state anche organizzazioni ambientaliste di lunga esperienza, tra cui WWF Italia e Italia Nostra, che hanno evidenziato quella che considerano una contraddizione sostanziale: promuovere un modello culturale associato all’abbattimento degli animali all’interno di un’area istituita proprio per salvaguardare la biodiversità.
La questione è arrivata anche all’attenzione del Parlamento, con la presentazione di un’interrogazione finalizzata ad approfondire la compatibilità della manifestazione con le normative europee in materia di tutela e conservazione della biodiversità.
Di fronte alle critiche, l’Ente Parco e gli organizzatori hanno difeso l’iniziativa, chiarendo che nei tre giorni della manifestazione non sarà praticata alcuna attività di caccia. Il programma, secondo quanto precisato, sarà invece dedicato a incontri e approfondimenti tecnici, gestione della fauna, interventi straordinari per il controllo della presenza dei cinghiali e promozione delle produzioni enogastronomiche delle aree interne.
Un ulteriore elemento riguarda la nuova locandina ufficiale, sulla quale non compare più il logo relativo al patrocinio dell’Ente Parco. Le spiegazioni fornite non hanno però convinto le associazioni e gli ambientalisti, che continuano a considerare problematico il collegamento tra tutela della biodiversità e mondo venatorio, ritenendo che il linguaggio utilizzato possa celare finalità prevalentemente commerciali.
Gli attivisti hanno annunciato che seguiranno con particolare attenzione lo svolgimento degli eventi. Intanto, “Cilento Selvaggio” è pronto a partire, mentre resta aperto un confronto destinato ad alimentare il dibattito sul ruolo delle aree protette, sui loro confini e sui principi etici che dovrebbero guidarne la gestione in Campania.

