Una scuola riaprirà a settembre con solo cinque alunni, un'altra con sette. Questo il rapporto dell'Ufficio Scolastico Territoriale rivela che 70 istituti non raggiungono i quindici iscritti. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
In alcune parti della provincia, come le città e i grandi centri, la rete scolastica rimane solida, mentre in altre aree, come il Cilento, il Vallo di Diano e gli Alburni, c'è un progressivo calo dei bambini. Questo fenomeno incide notevolmente sull'organizzazione scolastica. Sono 70 gli plessi che non raggiungono i 15 iscritti, tra cui 57 scuole dell'infanzia e 13 scuole primarie.
A Furore, Laurito, Acquavena di Roccagloriosa, Torraca e Cuccaro Vetere ci saranno appena sette bambini. Altri plessi hanno tra 10 e 14 iscritti, come Montecorice, Orria e Bellosguardo. Nella scuola primaria emergono situazioni simili, con alcuni istituti a Torraca e Salerno che hanno solo cinque iscritti.
Questo scenario è il risultato dello spopolamento: diminuiscono le giovani coppie, le nascite sono basse e molte famiglie si trasferiscono verso centri urbani o fuori provincia. Le scuole nei piccoli comuni non sono solo luoghi d'istruzione, ma anche centri di coesione sociale e punti di riferimento. Tuttavia, un segnale positivo esiste: la scuola dell'infanzia del Salernitano accoglie ancora 19.027 bambini in 996 sezioni. Anche se gli iscritti sono calati del 2%, i nuovi ingressi dei bambini di 3 anni sono in aumento. Gli alunni con disabilità sono anch'essi in crescita.
Questi numeri mostrano un sistema scolastico che, nonostante le sfide demografiche, cerca di bilanciare sostenibilità organizzativa, diritto allo studio e supporto alle comunità locali. In molti piccoli paesi, la scuola resta più di un edificio: è il simbolo della possibilità di immaginare un futuro migliore.
Il ritorno a scuola nelle aule vuote, solo 5 bambini per classe: il calo demografico nell'entroterra di Salerno
Una scuola riaprirà a settembre con solo cinque alunni, un'altra con sette. Decine di altre non arrivano a quindici iscritti. Non si tratta di casi isolati o semplici curiosità statistiche; riflettono una trasformazione demografica in corso nella provincia di Salerno, che ora si ripercuote anche nelle scuole. Il recente dossier elaborato dall'Ufficio Scolastico Territoriale di Salerno per l'anno scolastico 2026/2027 evidenzia questo cambiamento.In alcune parti della provincia, come le città e i grandi centri, la rete scolastica rimane solida, mentre in altre aree, come il Cilento, il Vallo di Diano e gli Alburni, c'è un progressivo calo dei bambini. Questo fenomeno incide notevolmente sull'organizzazione scolastica. Sono 70 gli plessi che non raggiungono i 15 iscritti, tra cui 57 scuole dell'infanzia e 13 scuole primarie.
A Furore, Laurito, Acquavena di Roccagloriosa, Torraca e Cuccaro Vetere ci saranno appena sette bambini. Altri plessi hanno tra 10 e 14 iscritti, come Montecorice, Orria e Bellosguardo. Nella scuola primaria emergono situazioni simili, con alcuni istituti a Torraca e Salerno che hanno solo cinque iscritti.
Questo scenario è il risultato dello spopolamento: diminuiscono le giovani coppie, le nascite sono basse e molte famiglie si trasferiscono verso centri urbani o fuori provincia. Le scuole nei piccoli comuni non sono solo luoghi d'istruzione, ma anche centri di coesione sociale e punti di riferimento. Tuttavia, un segnale positivo esiste: la scuola dell'infanzia del Salernitano accoglie ancora 19.027 bambini in 996 sezioni. Anche se gli iscritti sono calati del 2%, i nuovi ingressi dei bambini di 3 anni sono in aumento. Gli alunni con disabilità sono anch'essi in crescita.
Questi numeri mostrano un sistema scolastico che, nonostante le sfide demografiche, cerca di bilanciare sostenibilità organizzativa, diritto allo studio e supporto alle comunità locali. In molti piccoli paesi, la scuola resta più di un edificio: è il simbolo della possibilità di immaginare un futuro migliore.

