L'estate delle nomine sta ridefinendo il panorama della scuola in provincia di Salerno: sono stati stabilizzati, infatti, altri 62 professori precari. Lo riporta Il Mattino.
Per l'anno scolastico 2026-2027, il Salernitano dispone di un contingente di 534 assunzioni autorizzate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. Di queste, 444 sono state definite nelle prime fasi, includendo 357 docenti da graduatorie di merito concorsuali e 87 da Graduatorie ad Esaurimento. Con l'esito del terzo turno della Fase 1, pubblicato dall'Ufficio scolastico regionale guidato da Monica Matano, altri 62 docenti sono stati assegnati alla provincia di Salerno. Questo porta il totale a 506 insegnanti, coprendo il 94,8% del totale provinciale. Restano appena 28 cattedre da assegnare, rappresentando il 5,2% dei posti autorizzati e saranno coperte attraverso ulteriori scorrimenti delle graduatorie oppure nomine in surroga.
Dei 230 docenti assegnati in Campania nel terzo turno, 62 sono andati alla provincia di Salerno, il 27% del totale, seconda solo a Napoli con 85 assegnazioni. Seguono Avellino con 54, Caserta con 24 e Benevento con 5.
I docenti individuati dovranno ora completare la Fase 2, scegliendo la sede scolastica sulla piattaforma Polis; eventuali rinunce porteranno agli ultimi scorrimenti per coprire interamente il contingente autorizzato.
Dietro ai numeri delle assunzioni si legge una trasformazione significativa. Il ministro Valditara ha impostato la politica di reclutamento puntando sulla stabilizzazione degli organici e sulla riduzione del precariato storico. Nel Salernitano i risultati sono tangibili: le nuove graduatorie provinciali per le supplenze contano 22.374 aspiranti effettivi, contro i 47.610 del biennio precedente. Si registra una riduzione del 53% dei precari in soli due anni. Se si confronta con il periodo post-pandemia, quando gli iscritti superavano i 51.000, il calo raggiunge i 28.600 aspiranti, pari al 56,1%.
Il sistema scolastico provinciale è così radicalmente cambiato: per anni le scuole hanno dovuto contare su migliaia di supplenti nominati a lezioni già avviate. Attualmente, si assiste a una crescita dei docenti stabili in ruolo e a una diminuzione di quelli che vivono nell'incertezza degli incarichi temporanei. Il ministro punta proprio sulla continuità didattica come obiettivo strategico della riforma del reclutamento, per garantire agli studenti insegnanti stabili fin dal primo giorno di scuola.
L'estate del 26 racconta una provincia che affronta il nuovo anno scolastico con organici quasi completi e un precariato più che dimezzato rispetto a due anni fa. Le ultime 28 cattedre ancora da assegnare rappresentano la fase conclusiva di un percorso che potrebbe permettere al Salernitano di aprire le scuole con una delle più alte percentuali di docenti di ruolo degli ultimi anni. Questo risultato segna il passaggio verso un sistema sempre più orientato alla stabilità degli organici e alla continuità dell'insegnamento.
Finisce l'era del precariato in provincia di Salerno: stabilizzati altri 62 professori
L'estate delle nomine sta ridefinendo il panorama della scuola salernitana. Con gli uffici che completano gli ultimi aggiornamenti delle graduatorie, emerge un sistema che, per la prima volta dopo molti anni, si presenta a settembre con gran parte degli organici già definiti e un ricorso alle supplenze decisamente ridotto. Questo cambio di paradigma è chiaro: da un lato, le immissioni in ruolo procedono a un ritmo sostenuto; dall'altro, il numero di precari diminuisce, segno di un reclutamento che torna a focalizzarsi su concorsi e stabilizzazione del personale.Per l'anno scolastico 2026-2027, il Salernitano dispone di un contingente di 534 assunzioni autorizzate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. Di queste, 444 sono state definite nelle prime fasi, includendo 357 docenti da graduatorie di merito concorsuali e 87 da Graduatorie ad Esaurimento. Con l'esito del terzo turno della Fase 1, pubblicato dall'Ufficio scolastico regionale guidato da Monica Matano, altri 62 docenti sono stati assegnati alla provincia di Salerno. Questo porta il totale a 506 insegnanti, coprendo il 94,8% del totale provinciale. Restano appena 28 cattedre da assegnare, rappresentando il 5,2% dei posti autorizzati e saranno coperte attraverso ulteriori scorrimenti delle graduatorie oppure nomine in surroga.
Dei 230 docenti assegnati in Campania nel terzo turno, 62 sono andati alla provincia di Salerno, il 27% del totale, seconda solo a Napoli con 85 assegnazioni. Seguono Avellino con 54, Caserta con 24 e Benevento con 5.
I docenti individuati dovranno ora completare la Fase 2, scegliendo la sede scolastica sulla piattaforma Polis; eventuali rinunce porteranno agli ultimi scorrimenti per coprire interamente il contingente autorizzato.
Dietro ai numeri delle assunzioni si legge una trasformazione significativa. Il ministro Valditara ha impostato la politica di reclutamento puntando sulla stabilizzazione degli organici e sulla riduzione del precariato storico. Nel Salernitano i risultati sono tangibili: le nuove graduatorie provinciali per le supplenze contano 22.374 aspiranti effettivi, contro i 47.610 del biennio precedente. Si registra una riduzione del 53% dei precari in soli due anni. Se si confronta con il periodo post-pandemia, quando gli iscritti superavano i 51.000, il calo raggiunge i 28.600 aspiranti, pari al 56,1%.
Il sistema scolastico provinciale è così radicalmente cambiato: per anni le scuole hanno dovuto contare su migliaia di supplenti nominati a lezioni già avviate. Attualmente, si assiste a una crescita dei docenti stabili in ruolo e a una diminuzione di quelli che vivono nell'incertezza degli incarichi temporanei. Il ministro punta proprio sulla continuità didattica come obiettivo strategico della riforma del reclutamento, per garantire agli studenti insegnanti stabili fin dal primo giorno di scuola.
L'estate del 26 racconta una provincia che affronta il nuovo anno scolastico con organici quasi completi e un precariato più che dimezzato rispetto a due anni fa. Le ultime 28 cattedre ancora da assegnare rappresentano la fase conclusiva di un percorso che potrebbe permettere al Salernitano di aprire le scuole con una delle più alte percentuali di docenti di ruolo degli ultimi anni. Questo risultato segna il passaggio verso un sistema sempre più orientato alla stabilità degli organici e alla continuità dell'insegnamento.

