Resta dietro le sbarre il 27enne Vincenzo Cercola, ritenuto responsabile dell'orribile omicidio del padre avvenuto tra le mura domestiche a Pagani. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore, Giovanni Pipola, ha infatti convalidato il provvedimento restrittivo in carcere a seguito dell'interrogatorio di garanzia come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Assistito dal suo legale di fiducia, l'avvocato Enzo Marrazzo, il giovane ha scelto la linea del silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere davanti al magistrato. L'accusa formulata dalla Procura nei suoi confronti è pesante: omicidio volontario, aggravato dal legame di parentela, dai motivi abietti e dall'aver agito in condizioni di tempo e di luogo tali da ostacolare la difesa della vittima.
Le forze dell'ordine, allertate da una telefonata, avevano bloccato il presunto assassino ancora nell'appartamento, con evidenti tracce ematiche sulle mani. I carabinieri del Reparto territoriale nocerino e i militari della tenenza locale hanno posto sotto sequestro diversi elementi rinvenuti sulla scena del crimine, tra cui una stringa di scarpe e possibili oggetti contundenti che potrebbero essere stati utilizzati durante l'aggressione.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Federica Lo Conte, mirano ora a ricostruire con esattezza l'intera dinamica e a fare luce sul contesto del delitto. Gli inquirenti stanno inoltre acquisendo le cartelle cliniche del ventisettenne per valutare il peso dei suoi pregressi problemi di tossicodipendenza e di natura psichica. Nel frattempo, la salma della vittima è stata restituita ai familiari dopo l'ispezione medico-legale — i cui esiti definitivi saranno depositati entro tre mesi — consentendo lo svolgimento delle esequie nella chiesa di Sant'Alfonso a Pagani. Il Gip ha motivato la custodia in carcere evidenziando l'estrema pericolosità sociale dell'indagato e il concreto rischio di reiterazione di reati violenti.
Assistito dal suo legale di fiducia, l'avvocato Enzo Marrazzo, il giovane ha scelto la linea del silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere davanti al magistrato. L'accusa formulata dalla Procura nei suoi confronti è pesante: omicidio volontario, aggravato dal legame di parentela, dai motivi abietti e dall'aver agito in condizioni di tempo e di luogo tali da ostacolare la difesa della vittima.
Pagani: Vincenzo Cercola resta in cella
L'efferato delitto si è consumato all'interno dell'abitazione di via Mazzini, dove il ragazzo conviveva con la vittima e con i nonni. La notte del dramma, una discussione scoppiata verso le 3 del mattino per motivi apparentemente banali è degenerata in un'aggressione brutale. Il giovane avrebbe colpito ripetutamente il genitore, focalizzandosi in particolare sul volto e sull'occhio sinistro, per poi metterne fine alla vita. Secondo i primi riscontri emersi dall'esame autoptico, il decesso sarebbe sopraggiunto per asfissia.Le forze dell'ordine, allertate da una telefonata, avevano bloccato il presunto assassino ancora nell'appartamento, con evidenti tracce ematiche sulle mani. I carabinieri del Reparto territoriale nocerino e i militari della tenenza locale hanno posto sotto sequestro diversi elementi rinvenuti sulla scena del crimine, tra cui una stringa di scarpe e possibili oggetti contundenti che potrebbero essere stati utilizzati durante l'aggressione.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Federica Lo Conte, mirano ora a ricostruire con esattezza l'intera dinamica e a fare luce sul contesto del delitto. Gli inquirenti stanno inoltre acquisendo le cartelle cliniche del ventisettenne per valutare il peso dei suoi pregressi problemi di tossicodipendenza e di natura psichica. Nel frattempo, la salma della vittima è stata restituita ai familiari dopo l'ispezione medico-legale — i cui esiti definitivi saranno depositati entro tre mesi — consentendo lo svolgimento delle esequie nella chiesa di Sant'Alfonso a Pagani. Il Gip ha motivato la custodia in carcere evidenziando l'estrema pericolosità sociale dell'indagato e il concreto rischio di reiterazione di reati violenti.

