Nuovo passaggio nella vicenda di Domenico Caliendo, il piccolo paziente del Monaldi di Napoli morto lo scorso 21 febbraio dopo due mesi di coma in seguito ad un trapianto di cuore fallito. Secondo quanto emerge dagli atti, il 2 febbraio sarebbe arrivata da Bologna la segnalazione di un nuovo organo potenzialmente disponibile. Poche ore prima, però, il bambino sarebbe stato escluso dalla lista dei trapiantabili. Lo rende noto Il Mattino.
Morte di Domenico Caliendo, agli inizi di febbraio c'era un nuovo cuore disponibile
La data al centro della vicenda è quella del 2 febbraio. Secondo quanto ricostruito, il Centro nazionale trapianti avrebbe ricevuto da Bologna la comunicazione relativa alla disponibilità di un nuovo cuore. Un organo che, almeno in linea generale, avrebbe potuto rappresentare una nuova speranza per Domenico.
Il particolare che ora richiede ulteriori chiarimenti riguarda però la tempistica: poco prima di quella comunicazione, il Monaldi avrebbe deciso di togliere il piccolo dalla lista per un nuovo trapianto. La decisione sarebbe stata motivata dalla presenza di alcuni organi danneggiati, condizione che avrebbe portato i sanitari a ritenere Domenico non compatibile con un nuovo trapianto.
La valutazione risalirebbe ai primi giorni di febbraio e sarebbe arrivata dopo gli accertamenti effettuati da Gabriella Farina, la cardiochirurga che si era recata a Bolzano e che il 23 dicembre aveva portato a Napoli il contenitore con il ghiaccio secco.
La conclusione sarebbe stata poi condivisa dal primario Guido Oppido, lo stesso che aveva eseguito il trapianto del cuore poi risultato danneggiato. Il bambino viene poi inserito nuovamente nella lista dei trapiantabili il 4 febbraio, quando l'organo era già stato consegnato a un altro ricevente.
La famiglia chiede chiarezza
Su questa sequenza di passaggi chiede ora chiarezza l’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste la famiglia di Domenico Caliendo. L’attenzione è rivolta agli atti trasmessi al Centro nazionale trapianti a partire dal 2 febbraio e alla ricostruzione delle decisioni assunte in quei giorni.
Il nodo resta quello delle tempistiche: da una parte la possibile disponibilità di un nuovo organo, dall’altra l’esclusione del piccolo dalla lista dei trapiantabili poco prima della comunicazione arrivata da Bologna.
Il caso continua dunque a presentare interrogativi delicati. La famiglia vuole comprendere se tutte le valutazioni siano state compiute correttamente e se, in quei giorni decisivi, esistessero margini diversi per la gestione del percorso clinico di Domenico.

