Maglietta bianca e cuore rosso: al Monaldi il sit-in dei genitori dei bambini cardiopatici in difesa del dottor Guido Oppido. Circa 186 persone che compongono l'associazione «Battiti» si sono radunati davanti all'ospedale di Napoli.
L'appuntamento è stato fissato per le 10 del mattino, nel piazzale del Monaldi a Napoli, dove le famiglie si sono presentate indossando una maglietta bianca con un cuore rosso. Questo simbolo voleva esprimere la loro preoccupazione per il futuro del reparto, soprattutto dopo il tragico decesso di Domenico Caliendo, il piccolo paziente che il 21 febbraio scorso non ha superato un trapianto di cuore. I genitori hanno colto l'occasione per mostrare solidarietà al cardiochirurgo Guido Oppido, coinvolto nel caso, ma mai giudicato da una sentenza in tribunale.
Il reparto è considerato un presidio specialistico indispensabile per i bambini cardiopatici congeniti del sud Italia. «Siamo qui per testimoniare la bravura e l’umanità del dottor Oppido e chiedere la continuità dell’assistenza presso il Monaldi», ha dichiarato una delle madri presenti. Tra le voci che si sono levate, c'erano quelle di mamme, papà e nonni, arrivati al sit-in per sostenere chi ha salvato molte vite con gesti di straordinaria competenza.
Durante la manifestazione, i genitori hanno ribadito il loro rifiuto verso la «gogna mediatica» che si è scatenata. «Esprimiamo vicinanza a Patrizia, la mamma del piccolo Domenico, e chiediamo giustizia. È giusto che le responsabilità siano accertate, ma oggi siamo qui per dare voce ai figli di Oppido: tanti bambini considerati senza speranza che grazie a lui hanno avuto una possibilità», hanno aggiunto.
In un momento di forte emozione, i familiari hanno videochiamato il dottor Oppido durante il presidio. «Grazie, vi voglio bene», ha risposto lui, visibilmente toccato dal gesto. Dal piazzale lo hanno salutato tutti insieme, con un unanime “grazie” per l’impegno e la dedizione dimostrati nel suo lavoro.
Maglietta bianca e cuore rosso, al Monaldi il sit-in dei genitori dei bambini cardiopatici
Maglietta bianca e cuore rosso: al Monaldi si sono radunati i genitori dei bambini cardiopatici per un sit-in in difesa del dottor Guido Oppido. L'iniziativa, organizzata spontaneamente, ha visto la partecipazione di oltre 186 genitori, membri dell'associazione Battiti, uniti per sostenere il reparto di cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale, considerato un'eccellenza sanitaria nel sud Italia.L'appuntamento è stato fissato per le 10 del mattino, nel piazzale del Monaldi a Napoli, dove le famiglie si sono presentate indossando una maglietta bianca con un cuore rosso. Questo simbolo voleva esprimere la loro preoccupazione per il futuro del reparto, soprattutto dopo il tragico decesso di Domenico Caliendo, il piccolo paziente che il 21 febbraio scorso non ha superato un trapianto di cuore. I genitori hanno colto l'occasione per mostrare solidarietà al cardiochirurgo Guido Oppido, coinvolto nel caso, ma mai giudicato da una sentenza in tribunale.
Il reparto è considerato un presidio specialistico indispensabile per i bambini cardiopatici congeniti del sud Italia. «Siamo qui per testimoniare la bravura e l’umanità del dottor Oppido e chiedere la continuità dell’assistenza presso il Monaldi», ha dichiarato una delle madri presenti. Tra le voci che si sono levate, c'erano quelle di mamme, papà e nonni, arrivati al sit-in per sostenere chi ha salvato molte vite con gesti di straordinaria competenza.
Durante la manifestazione, i genitori hanno ribadito il loro rifiuto verso la «gogna mediatica» che si è scatenata. «Esprimiamo vicinanza a Patrizia, la mamma del piccolo Domenico, e chiediamo giustizia. È giusto che le responsabilità siano accertate, ma oggi siamo qui per dare voce ai figli di Oppido: tanti bambini considerati senza speranza che grazie a lui hanno avuto una possibilità», hanno aggiunto.
In un momento di forte emozione, i familiari hanno videochiamato il dottor Oppido durante il presidio. «Grazie, vi voglio bene», ha risposto lui, visibilmente toccato dal gesto. Dal piazzale lo hanno salutato tutti insieme, con un unanime “grazie” per l’impegno e la dedizione dimostrati nel suo lavoro.

