Novità nelle indagini per la morte del piccolo Domenico Caliendo: potrebbe esserci stato un errore nella somministrazione di un farmaco alla base del danneggiamento del cuore destinato al trapianto del bambino di due anni e tre mesi morto il 21 febbraio scorso dopo oltre due mesi di coma.
Questa nuova svolta emerge dalla relazione degli ispettori del Ministero della Salute che, nelle scorse settimane, hanno effettuato sopralluoghi sia all'ospedale di Bolzano dove fu effettuato l'espianto dell'organo sia all'ospedale Monaldi di Napoli, dove il piccolo fu operato. Per la morte risultano attualmente sette persone indagate.
Al centro delle indagini ci sarebbe l'operato dell'anestesista dell'ospedale altoatesino. Secondo quanto riporta La Repubblica, durante le fasi precedenti all'espianto del cuore, potrebbe essere stato somministrato un dosaggio erratto di un farmaco. Se questa ipotesi dovesse essere confermata, il cuore sarebbe stato già compromesso prima del trasporto. Il cuore sarebbe stato trasferito all'interno di un frigo da spiaggia con ghiaccio secco, circostanza che aveva alimentato forti dubbi sulla corretta conservazione dell'organo e sulla sua utilizzabilità. La ricostruzione completà sarà chiarita dagli esiti dell'autopsia effettuata nei giorni scorsi.
Morte di Domenico Caliendo: forse un errore nella somministrazione di un farmaco
Potrebbe esserci stato un errore nella somministrazione di un farmaco alla base del danneggiamento del cuore destinato al trapianto di Domenico Caliendo, il bambino morto il 21 febbraio scorso dopo oltre due mesi di coma a causa di un intervento chirurgico fallito.Questa nuova svolta emerge dalla relazione degli ispettori del Ministero della Salute che, nelle scorse settimane, hanno effettuato sopralluoghi sia all'ospedale di Bolzano dove fu effettuato l'espianto dell'organo sia all'ospedale Monaldi di Napoli, dove il piccolo fu operato. Per la morte risultano attualmente sette persone indagate.
Al centro delle indagini ci sarebbe l'operato dell'anestesista dell'ospedale altoatesino. Secondo quanto riporta La Repubblica, durante le fasi precedenti all'espianto del cuore, potrebbe essere stato somministrato un dosaggio erratto di un farmaco. Se questa ipotesi dovesse essere confermata, il cuore sarebbe stato già compromesso prima del trasporto. Il cuore sarebbe stato trasferito all'interno di un frigo da spiaggia con ghiaccio secco, circostanza che aveva alimentato forti dubbi sulla corretta conservazione dell'organo e sulla sua utilizzabilità. La ricostruzione completà sarà chiarita dagli esiti dell'autopsia effettuata nei giorni scorsi.

