La vicenda della morte del piccolo Domenico Caliendo scuote ancora l’ospedale Monaldi di Napoli, tra dolore, dubbi e il timore di errori clinici che avrebbero compromesso la vita del bambino. A pochi giorni dalla tragedia, si affaccia un secondo caso analogo: una bimba di 5 anni deceduta nel marzo 2023 dopo un trapianto cardiaco, come riferito dall’avvocato Francesca Petruzzi, legale dei genitori di Domenico, che ha confermato di seguire anche la famiglia della seconda vittima.
La bimba era ricoverata al Monaldi fin dal 2021 per una grave patologia cardiaca. Secondo quanto raccontato dalla madre, il clima nel reparto e l’atteggiamento del primario, Guido Oppido, erano “poco umani”. Il trapianto è stato eseguito ad agosto 2021, ma già allora i genitori avrebbero riscontrato anomalie nel trasporto dell’organo. Dopo l’operazione, il contatto con il primario sarebbe cessato.
Nel 2023, la bambina è stata nuovamente ricoverata per sintomi gravi, tra cui l’incapacità di urinare e un sonno eccessivo. Nonostante le ripetute segnalazioni della madre, il quadro clinico è rapidamente peggiorato: la piccola ha avuto una grave crisi epilettica, è stata trasferita in terapia intensiva e, dopo 46 giorni di coma, è deceduta.
L’avvocato Petruzzi ha sottolineato come anche in questo caso siano stati segnalati comportamenti anomali da parte del personale medico. L’attenzione è ora rivolta a ricostruire con precisione la gestione clinica, il trasporto dell’organo e la successione degli interventi sanitari, per verificare eventuali responsabilità e garantire la tutela delle famiglie coinvolte.
Tragedia a Napoli, dopo Domenico un altro caso sospetto
Il caso è stato riportato anche dal deputato Francesco Emilio Borrelli, che sulla sua pagina Facebook ha pubblicato un video in cui si vedrebbe il cuore della bambina trasportato in un contenitore frigorifero dello stesso tipo utilizzato per Domenico, non conforme alle linee guida del Centro nazionale trapianti, che dal 2018 prevedono dispositivi con termostato per il trasporto degli organi.La bimba era ricoverata al Monaldi fin dal 2021 per una grave patologia cardiaca. Secondo quanto raccontato dalla madre, il clima nel reparto e l’atteggiamento del primario, Guido Oppido, erano “poco umani”. Il trapianto è stato eseguito ad agosto 2021, ma già allora i genitori avrebbero riscontrato anomalie nel trasporto dell’organo. Dopo l’operazione, il contatto con il primario sarebbe cessato.
Nel 2023, la bambina è stata nuovamente ricoverata per sintomi gravi, tra cui l’incapacità di urinare e un sonno eccessivo. Nonostante le ripetute segnalazioni della madre, il quadro clinico è rapidamente peggiorato: la piccola ha avuto una grave crisi epilettica, è stata trasferita in terapia intensiva e, dopo 46 giorni di coma, è deceduta.
L’avvocato Petruzzi ha sottolineato come anche in questo caso siano stati segnalati comportamenti anomali da parte del personale medico. L’attenzione è ora rivolta a ricostruire con precisione la gestione clinica, il trasporto dell’organo e la successione degli interventi sanitari, per verificare eventuali responsabilità e garantire la tutela delle famiglie coinvolte.

