La Campania è tra i territori italiani con le maggiori criticità sul fronte del maltrattamento e della cura all’infanzia. È quanto emerge dalla settima edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia, curato da Fondazione CESVI.
Maltrattamento e cura dell’infanzia: la Campania è tra le regioni più a rischio secondo Fondazione CESVI
Secondo l’analisi di CESVI, la Campania presenta un quadro particolarmente fragile. La regione registra fattori di rischio molto elevati e, allo stesso tempo, servizi di prevenzione e cura dell’infanzia al di sotto della media nazionale. Il territorio campano viene classificato tra le “regioni a elevata criticità”, insieme a Sicilia, Calabria, Puglia, Molise, Basilicata, Abruzzo e Lazio.
A pesare sono diversi indicatori sociali ed economici. La Campania occupa l’ultima posizione per capacità di cura e di lavorare, mentre è penultima per capacità di vivere una vita sana e di accedere alle risorse.
I dati: bassa soddisfazione, famiglie fragili e percezione di insicurezza
Tra gli elementi più significativi emerge il dato sulla soddisfazione della vita. In Campania si registra il valore più basso d’Italia, pari al 37,6%, contro una media nazionale del 46,3%. La regione presenta anche la percentuale più alta di famiglie monogenitoriali: una famiglia campana su sette è guidata da un solo genitore.
Altro dato rilevante riguarda la percezione del rischio di criminalità. Quasi quattro famiglie su dieci dichiarano di sentirsi insicure nel luogo in cui vivono. Si tratta di indicatori che, secondo il rapporto, raccontano un disagio diffuso e strutturale, capace di aumentare la vulnerabilità dei minorenni e delle famiglie più fragili.
Il quadro nazionale resta frammentato
L’Indice CESVI classifica le regioni italiane in quattro gruppi: regioni a elevata criticità, reattive, virtuose e stabili. Il risultato restituisce un’Italia ancora molto divisa nella capacità di prevenire e affrontare il maltrattamento infantile.
In questa settima edizione, l’Emilia-Romagna si conferma al primo posto per capacità di contrasto al fenomeno, seguita dal Veneto. Le criticità maggiori, invece, si registrano in Puglia, Sicilia, Calabria e Campania.
Il rapporto mette in evidenza anche il legame tra povertà relazionale e maltrattamento infantile. Quando mancano reti sociali, relazioni di supporto e opportunità educative, il benessere dei bambini e degli adolescenti risulta più esposto.
Si tratta di una vulnerabilità meno visibile, ma molto rilevante. La carenza di legami e presidi educativi riduce infatti quei fattori protettivi che aiutano i minorenni a crescere in un contesto sicuro.
La necessità di rafforzare prevenzione e cura
Secondo CESVI, il maltrattamento dei minorenni va affrontato come un problema sistemico. Per questo è necessario potenziare le strategie di prevenzione e intervento, adottando un approccio integrato e multidimensionale.
Il rapporto sottolinea l’importanza di agire non solo sui singoli casi, ma sui contesti in cui bambini e famiglie vivono. In questa direzione diventano fondamentali scuole, pediatri di famiglia, spazi educativi e luoghi di aggregazione, considerati vere e proprie “antenne sociali” per intercettare precocemente situazioni di fragilità.

